Caro-bollette, l'Italia che nuota è in ginocchio

Ecco le storie di tre società sportive che gestiscono vari impianti natatori, tra preoccupazioni e chiusure: da Parma a Firenze, passando per Catania, i costi non sono più sostenibili.
Caro-bollette, l'Italia che nuota è in ginocchio
4 min
Andrea Ramazzotti
TagsNuotocataniaFirenze

MILANO - Dal nord (Parma) al centro (Firenze) scendendo verso il sud (Catania), la crisi del caro bollette colpisce l’intera Italia che nuota. Dopo due anni di pandemia (alle spalle) e un recupero (lento) in corso, gli impianti sportivi che ospitano le vasche clorate lungo tutto lo Stivale non sembrano avere pace. I rincari energetici non permettono più di tenere il passo: “L’inverno lo passiamo ma dovremo prendere in considerazione un taglio dei costi" ha detto Renato Baladelli, amministratore unico di Progetto Campus, la società che gestisce il Centro Sportivo Ercole Negri di Parma e dove opera la Sport Center Polisportiva. "Nel mese di luglio - ha proseguito - ci è arrivata una bolletta per l’elettricità di 60mila euro a fronte di 17mila dello scorso anno. Per il periodo da settembre a dicembre, con l’impennata dei costi a causa del riscaldamento, abbiamo fatto un calcolo preventivo di 350mila euro”. I costi poi non sono minimamente supportati dai fondi di sostegno pari a 80 mila euro, cifra palesemente inadeguata che non servirà per coprire nemmeno una delle mensilità invernali. Per correre ai ripari, la direzione della struttura che ospita oltre 3.500 tesserati per le attività natatorie e non solo, ha scelto di impacchettare le piscine con l’installazione di speciali teli per bloccare lo sbalzo termico nelle vasche e ridurre le spese di riscaldamento.

CRISI ANCHE A FIRENZE - Non se la passano certo meglio a Firenze dove addirittura c'è lo spettro della chiusura. Un’ombra che sembra esser già calata sull’impianto sportivo di Bellariva, gestito dalla società Rari Nantes Florentia, fondata nel 1904, da oltre 100 anni sulla cresta dell'onda e fucina di grandissimi campioni, tra gli ultimi gli olimpici Matteo Restivo e Lorenzo Zazzeri. “Alla Nannini, dove si allenano i nostri campioni e giocano tutte le squadre, teniamo la caldaia della piscina a 25,6°/26° e le prime squadre si allenano con le luci basse - ha spiegato Andrea Nesti, vice presidente della Rari Nantes Florentia che gestisce tre impianti in città e due in provincia -. Fino a una settimana fa eravamo a rischio chiusura, poi una lettera firmata insieme alle altre società sportive che gestiscono gli impianti della città ha spinto il Comune di Firenze a intervenire con uno stanziamento complessivo di 300mila euro, da distribuire tra le varie società. Ad oggi non sappiamo ancora come saranno divise queste risorse, ma di certo non basteranno per tutta la stagione”. In ogni caso per continuare l’attività, la società toscana ha dovuto chiedere uno sforzo anche ai propri tesserati, riducendo o azzerando i rimborsi ai giocatori e aumentando il prezzo delle quote per gli iscritti del 25%.

CATANIA SOFFRE - Situazione simile anche per l'Ekipe Club di Catania dove si allena la squadra di pallanuoto dell’Ekipe Orizzonte Catania, la società in Europa più titolata in questa disciplina. “Ad agosto abbiamo deciso di chiudere per 3 settimane: l'affluenza è sempre poca e abbiamo pensato non ne valesse la pena. Con la prima settimana e quei pochi giorni di fine agosto ci è arrivata comunque una bolletta di 24mila euro - racconta Tania Di Mario, presidente dell’Ekipe Orizzonte -. Il calcolo di quanto costa un utente medio raggiunge cifre assurde: nessuno può pagare cifre simili e ad oggi non conviene stare aperti. Sappiamo che chiudere ora significherebbe non riaprire. Abbiamo la responsabilità di 70 famiglie e amiamo il nostro lavoro però non sappiamo quanto potremo resistere”. Tre realtà, che ad oggi si ritrovano a fronteggiare un “nemico” comune, sabato 1° Ottobre si incontreranno nella città emiliana per parlare del tema “Atleti-Studenti: l’impossibile non esiste”. Un momento dedicato ai ragazzi che rappresentano il futuro dello sport, in compagnia di due testimonial che ne incarnano i valori: Matteo Restivo, nuotatore olimpico appartenente al Gruppo sportivo dei Carabinieri e neo-medico, e Tania Di Mario, leggenda della pallanuoto, laureata in Economica Aziendale con un Master in Diritto e Management dello Sport.


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