Scarpe da montagna: dai viaggi zaino in spalla alle passeggiate in natura, tutte le sfumature da indossare

L'evoluzione dagli scarponi di una volta all'ampia gamma di calzature racconta la storia dell'affascinante rapporto tra l'uomo e le terre alte
Scarpe da montagna: dai viaggi zaino in spalla alle passeggiate in natura, tutte le sfumature da indossare
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Conquistare le cime più elevate, attraversare boschi, torrenti, distese rocciose o semplicemente passeggiare in natura: ci sono infiniti modi per fare escursioni in quota e, per ciascuno, indossare le giuste scarpe da montagna fa la differenza. Calzature che avvolgono il piede, confortevoli, leggere, impermeabili e traspiranti, con buona aderenza al suolo, sono compagne di viaggio irrinunciabili per chi ama camminare. Buone scarpe rendono possibili imprese di ogni livello: se scelte con attenzione, permettono di raggiungere obiettivi un tempo impensabili e durano una vita. Con i piedi comodi e all'asciutto e naturalmente con grinta e determinazione, si possono realizzare grandi sogni.
L'evoluzione delle scarpe da montagna racconta come è cambiato, negli anni, il modo di frequentare le terre alte. Dalle prime esplorazioni settecentesche fino a epoche non troppo lontane, protagonisti indiscussi delle imprese alpinistiche erano gli scarponi, mitici oggetti rigidi e pesanti, che mettevano alla prova i valorosi uomini e le poche, coraggiosissime, donne in cammino verso le cime. Dallo scarpone classico si è passati, oggi, a una gamma amplissima di possibilità, a seconda che si vogliano affrontare viaggi a piedi di diversi giorni ad alta quota, fare escursioni di difficoltà media o brevi passeggiate tranquille in famiglia. 


La storia dell’alpinismo prende il via l’8 agosto 1786 con la conquista del Monte Bianco da parte di un cercatore di cristalli, Jacques Balmat, e di un medico, Michel Gabriel Paccard. A spingere i due avventurieri era il desiderio di conoscere e scoprire la vetta più alta delle Alpi, allora terreno inesplorato. Promotore dell’impresa era lo scienziato svizzero Horace-Bénédict de Saussure, studioso dei ghiacciai, che – si narra – avesse promesso una ricompensa in denaro a chi fosse riuscito ad arrivare in cima a 4.809 metri di altezza. 
Nell’Ottocento, l'interesse per la ricerca scientifica passò gradualmente in secondo piano, soppiantato dal desiderio di compiere imprese eroiche, sfidando le cime più elevate. L’alpinismo, allora, era un fatto elitario, amato da nobili e borghesi del mondo anglosassone. Intorno alle cime più ambite, le altre montagne erano spazi di lavoro e fatica dove i contadini salivano a fare fieno d'estate e raccogliere legna per l'inverno. Intanto dall’interazione tra uomo e natura, alle quote più o meno elevate, si costruivano i paesaggi da cartolina che ancora oggi affascinano i frequentatori delle terre alte.
La gloriosa epopea delle esplorazioni alpinistiche si è interrotta con la Grande Guerra, quando le Alpi sono diventate scenario di cruente battaglie. Poi, negli anni Cinquanta e Sessanta, si è cominciato a guardare agli ottomila himalayani come oggetto di conquista. Ma quelli erano anche gli anni del boom economico, gli anni in cui le persone cominciavano a guadagnarsi spazi per il tempo libero, cresceva il benessere e le montagne si avviavano a diventare meta di turismo e di svago per tutti.

Sempre più, in tempi recenti, si assiste alla riscoperta del valore di stare all'aria aperta, di camminare a contatto con la natura. Anche in seguito alla pandemia c'è una nuova attenzione per gli ambienti vicino a casa, che diventano i nuovi spazi da esplorare e riconquistare. 
Per gli escursionisti contemporanei desiderosi di intraprendere viaggi avventurosi, di più giorni, sempre in sicurezza e con zaino a pieno carico, esistono calzature capaci di regalare il massimo del comfort e delle prestazioni: scarponi robusti ma comodi e ammortizzati, che riducono al massimo lo stress alle articolazioni. 
Per chi invece sceglie percorsi meno impegnativi, di uno o al massimo due giorni, con zaino a mezzo carico, sono preferibili scarpe da montagna più leggere ma comunque affidabili su ogni tipo di terreno, perché l'ambiente può presentare difficoltà e imprevisti.
Infine, per chi ama fare passeggiate in natura senza grosso impegno, a due passi da casa, c'è una vasta gamma di scarpe versatili e durevoli, che si possono utilizzare anche in vari contesti informali, senza mai rinunciare all'agilità di movimento, alla leggerezza e all'impermeabilità, caratteristiche imprescindibili per stare bene all'aria aperta. 
Ogni passaggio nelle terre alte è un'avventura che si imprime nelle pieghe delle scarpe. Sono loro a racchiudere in sé le emozioni dell'esplorazione, la soddisfazione della conquista, la gioia della scoperta: per questo è importante che durino a lungo, che si possano riparare e risuolare, riducendo così il consumo di risorse e la produzione di rifiuti. Calzature robuste, comode e resistenti sono più sostenibili: fanno bene non solo ai camminatori ma anche all'ambiente.


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