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L'era dei compromessi

Leggi il commento all'elezione di Buonfiglio come sostituto di Malagò al Coni
Paolo De Laurentiis
Paolo De Laurentiis

3 min

Pubblicato il 27.06.2025, 08:23 (Aggiornato il 27.06.2025, 08:29)

Non esistono gli uomini migliori in assoluto. Esistono invece gli uomini perfetti in una determinata circostanza. Il Coni che Malagò ha cominciato a governare nel 2013 oggi non esiste più. Era inevitabile che finisse con un conflitto di competenze tra lui e chi invece ha gradualmente sottratto risorse e “potere” a un’organizzazione che comunque funziona e dà lustro al Paese. Il ruolo di Malagò è stato decisivo però anche in questi ultimi anni di forte contrasto con il mondo politico per fare comunque da argine. Se non ci fosse stato lui probabilmente l’invasione di campo sarebbe stata ancora più profonda. Quegli scossoni lì però appartengono al passato perché ormai si è consolidato un rmondo profondamente diverso: Sport e Salute è una realtà, il filo diretto con il governo una necessità.

Luciano Buonfiglio è l’identikit perfetto dell’uomo giusto per il momento attuale. Il modo in cui ha costruito la vittoria lo definisce perfettamente: individua l’obiettivo, si muove in anticipo, dialoga con tutti, accetta i compromessi necessari per raggiungere il risultato senza però snaturare le sue idee. Sempre garbato e a modo, fa parte di quel gruppo di persone spesso sottovalutate perché poco appariscenti. Ma scambiare la discrezione e l’educazione per debolezza è un errore che fanno in molti, soprattutto chi si sente al di sopra delle parti e tende a prevaricare. Sottovalutando il lavoro di questi leader silenziosi, di profonda competenza come tutti quelli che vengono dal basso.

Buonfiglio si è costruito una carriera come dirigente d’azienda valorizzando sempre le sue risorse, integrando i suoi concetti con la mentalità di un atleta che ha partecipato alle Olimpiadi. Così è diventato presidente del Coni. Ora l’attende la sfida più difficile, tocca a lui tenere unito il mondo dello sport che ha bisogno di una guida certa, che sappia dialogare con la politica alla pari senza esserne subalterno. Perché è stata la chiave del suo successo elettorale ed è anche la chiave per garantire allo sport risorse, prestigio e di conseguenza successi.

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