Memorial Nando Rossi 2025, De Filippis fa pokerissimo

Quinta vittoria per il poliziotto tarantino nella gara di Massa Martana, battuto Fabbrizi. Il presidente Fitav Luciano Rossi: "Una grande festa di sport, grazie a tutti i partecipanti. Ora testa al Mondiale di Atene"
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Roale
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Pubblicato il 31.08.2025, 18:43 (Aggiornato il 31.08.2025, 21:11)

I raggi del sole bucano infine la nebbiolina che in una domenica che sembrava più autunnale che estiva aveva deciso di adagiarsi sulle colline della splendida campagna umbra. Lo scenario che regalano le pedane del Tav Umbriaverde, a Massa Martana, è come sempre suggestivo. Una delle case più confortevoli del tiro a volo. Non solo italiano. Qui vengono da tutto il mondo a sparare. Nei prossimi giorni, tanto per dire, verrà la Nazionale spagnola a preparare il Mondiale. Si respira aria da grande bellezza. La bellezza di un paesaggio unico, come uniche sanno essere le emozioni che regala questo sport.

Che duello

I tiri dell’ultima giornata di gara non spostano l’esito del diciassettesimo Memorial Nando Rossi, che non ha tradito le attese, anzi, regalando un duello spettacolare tra i due recenti medagliati europei. E rispetto all’esito della rassegna continentale, c’è stato un ribaltone: Mauro De Filippis, che a Chateauroux fu bronzo, si è imposto sull’amico e rivale Massimo Fabrizzi, che vinse l’oro. I due nazionali divisi da un solo piattello (splendido 99 su 100 per il poliziotto tarantino delle Fiamme Oro, 98/100 per il carabiniere di Monteprandone), mentre l’altra star della manifestazione, il mitico Johnny Pellielo, si è fermato a 93. Staccato anche il 21enne Andres Garcia, talento spagnolo già campione europeo junior che farà parlare di sè, e intanto dice: "Posto meraviglioso, l'Italia è la casa del tiro a volo, gli italiani sono sempre avversari tostissimi". Gli azzurri sono i tre big scelti dal direttore tecnico Marco Conti per rappresentare l’Italia della Fossa olimpica al prossimo Mondiale di Atene, in programma dall’8 al 19 ottobre. Si sono conquistati il diritto a partecipare alla rassegna iridata, in pedana, all’esito delle prove che erano state selezionate come veri e propri trials, all’americana (Pellielo qualificato in virtù della vittoria nella prova di Coppa del mondo di Lonato, a luglio). Una scelta rivoluzionaria nella storia del tiro a volo italiano. Tutti e tre da medaglia, of course. Con la vittoria dell’edizione 2025, peraltro, De Filippis è il primo tiratore a raggiungere i cinque successi nella storia del Memorial.

Una grande festa

Ma il Memorial Nando Rossi, come da tradizione ormai, è stato innanzitutto una festa dello sport. “Record di partecipanti, prove di altissimo livello, tre giorni di emozioni”, commenta Ferdinando, che porta il nome del nonno e dell’evento è instancabile animatore, oltre a ricoprire da questo mandato il ruolo di consigliere Fitav (primo degli eletti). Oltre settecento iscritti, di ogni livello e categoria, medagliati olimpici e amatori (l’anno scorso vinse il carneade Roscini con un clamoroso 100/100), accomunati dalla passione per il tiro e uniti nel ricordo di Ferdinando Rossi, l’ex presidente del Coni Umbria e vice presidente della Fitav, tra i più stretti collaboratori di quel pilastro della politica sportiva che fu Giulio Onesti. Un popolo di tiratori che ha fatto commuovere Luciano Rossi, figlio del dirigente cui è intitolato il Memorial, presidente dal 1993 della Fitav e dal 2022 della Federazione mondiale di tiro, che all'Umbriaverde quest'anno ha sfoggiato anche la torcia olimpica di Parigi, dono di Bach. “A diciotto anni dalla scomparsa di mio padre – racconta un emozionato Rossi -, restano validi i suoi insegnamenti di vita, quelli che lo hanno guidato nella famiglia, nel lavoro e nello sport, che è stato una delle sue massime espressioni, fatta di amore, dedizione e impegno, soprattutto per i più giovani”.

Presente e futuro

Una nuova generazione del tiro. Eventi come il Memorial Nando Rossi, che nella tre giorni di competizione ha ospitato sulle sue tribune anche numerosi osservatori, servono anche a questo: scovare, selezionare, indirizzare i talenti del futuro. Che possano raccogliere l’eredità di un fenomeno come Johnny Pellielo, 55 anni, quattro medaglie in otto partecipazioni olimpiche, ancora capace di dettare legge in Coppa del Mondo, legittimato a sperare di staccare il pass per Los Angeles 2028: sarebbe la nona Olimpiade, record assoluto per un italiano. “Un monumento e una persona piena di valori – conferma Luciano Rossi -. Siamo grati a lui e a tutti i campioni già affermati che hanno fatto la storia del tiro a volo mondiale, ma è nostro dovere, come Federazione, lavorare per creare una nuova generazione di tiratori che sappiano competere e, magari, anche continuare a vincere in uno sport sempre più globalizzato, in cui ci troviamo a fronteggiare l’avanzata di colossi come la Cina”. Prossima sfida, il Mondiale di Atene, ormai dietro l’angolo. “La federazione lavora sodo – assicura il presidente Luciano Rossi -, con grande determinazione e rispetto degli avversari. Ci prepariamo, come ci insegna la tradizione ma sempre rinnovandoci, senza paura di mettere tutto in discussione”. E’ la storia del tiro a volo italiano, del resto.

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