Jordan Valdinocci è campione del mondo WKU per la quarta volta
Pesaro si è fermata davanti al ring dell’Auditorium Scavolini, trasformato sabato 15 novembre in una sorta di arena moderna. Oltre mille spettatori, arrivati da tutta Italia e anche dall’estero, hanno affollato la prima edizione della Striking League, manifestazione dedicata alla kickboxing e alla muay thai che ha portato sul quadrato alcuni dei migliori interpreti nazionali. Una cornice imponente, carica di attesa per il ritorno del campione di casa.
Una card ricca, tra giovani talenti e colpi che fanno curriculum
La serata si è aperta con quattordici incontri dilettantistici, nei quali otto atleti della Fight House hanno offerto una prova solida, un bilancio che conferma la crescita costante del vivaio pesarese.
Il segmento professionistico si è acceso subito con la prestazione di Adam Stroppa, impegnato nella sfida valevole per il titolo italiano dei -60 kg contro Mattia Lucido. Stroppa ha imposto sin da subito ritmo e qualità, chiudendo il match al secondo round con una ginocchiata al volto che ha fatto esplodere il palazzetto. Una prestazione limpida, che ne conferma il valore tecnico e la maturità.
A seguire il successo del perugino Matteo Menconi, da mesi trasferito a Pesaro proprio per allenarsi sotto la guida della Fight House. Nei -59 kg ha superato l’avversario per KO tecnico, offrendo una prova convincente, segno evidente del percorso di crescita intrapreso.
Tra i momenti più significativi della card anche l’esibizione di paraboxe tra Lorenzo Spatafora e Iulian Lazar: un passaggio importante nel percorso che punta a portare la disciplina nel panorama paralimpico u@iciale, accolto dal pubblico con grande partecipazione.
Il main event: Valdinocci domina e si conferma campione del mondo
Quando le luci si sono abbassate per il mondiale WKU dei -67 kg, l’arena ha cambiato atmosfera. L’ingresso di Jordan Valdinocci ha scandito un momento atteso, vissuto con intensità dal pubblico pesarese.
Il primo round è stato di studio, ma per nulla passivo: Valdinocci ha lavorato con distanza controllata, jab rapidi e calci alti utilizzati come strumenti di lettura, per sondare tempi e reazioni dell’avversario. Kicara ha provato a mettere pressione con diretti pesanti, ma Jordan ha mantenuto pulizia nei movimenti e centralità tattica.
Dal secondo round il match ha preso una direzione netta. Valdinocci ha iniziato a imporre la propria superiorità nella gestione dello spazio: passo avanti calibrato, controllo degli angoli, capacità di far arretrare l’avversario costringendolo a lavorare fuori dal piede forte. Questo dominio del ring è diventato uno dei fattori tecnici chiave dell’incontro.
Il terzo e il quarto round sono stati probabilmente i più significativi: Valdinocci ha preso definitivamente il comando delle operazioni, trovando continuità nelle sue ginocchiate portate in uscita da clinch brevi, colpi che hanno interrotto più volte il tentativo di pressione del serbo. Kicara ha cercato di reagire con low kick ripetuti, ma il campione pesarese ha gestito gli scambi senza mai farsi trascinare in una guerra di potenza, mantenendo sempre una lettura chiara della distanza.
Nel quinto round, pur mantenendo un ritmo alto, Valdinocci ha continuato a lavorare punti con precisione, mettendo in evidenza una condizione atletica superiore e una lucidità non comune a questo livello.
La decisione unanime dei giudici ha premiato una prestazione completa per tecnica, tattica e tenuta mentale.
Jordan Valdinocci è campione del mondo WKU per la quarta volta.
Una dimensione internazionale: dalla Striking League al Madison Square Garden
Il valore di questa vittoria cresce se messo in relazione alla doppia identità professionale di Valdinocci, atleta e tecnico di caratura internazionale. È infatti il primo italiano stabilmente coinvolto nello sta@ UFC, dove lavora nella sezione striking con atleti del calibro di Alexa Grasso, campionessa UFC, e con i fratelli Chris e Kyle Daukaus.
Proprio Kyle Daukaus, impegnato la stessa sera al Madison Square Garden di New York, ha ottenuto una vittoria significativa e ha ringraziato pubblicamente Valdinocci per il supporto offerto nella preparazione, esprimendo la volontà di averlo all’angolo nel prossimo match. Un attestato di stima importante, che conferma la credibilità tecnica di Valdinocci anche nei contesti più competitivi al mondo.
Il lavoro dietro le quinte
La solidità mostrata sul ring è frutto anche del lavoro dello staff che lo affianca durante l’anno. In questo percorso si inserisce la figura di Fabio Rotunno, oltre che allenatore anche noto fisioterapista, la cui cura dei dettagli e l’impostazione metodica hanno rappresentato un elemento rilevante nella preparazione fisica e tattica del campione.
Una serata che scolpisce una carriera
Terminato il match, con la cintura in mano consegnata con orgoglio dal patron di Fight1 Carlo Di Blasi, ed il volto segnato dalla fatica, Valdinocci ha ringraziato il pubblico pesarese per l’energia trasmessa. Poi si è rivolto ai più giovani, raccontando loro quanto la costanza, la dedizione e la capacità di affrontare le difficoltà trasformandole in energia positiva siano elementi fondamentali per affrontare qualsiasi percorso sportivo. Un messaggio diretto, in linea con l’approccio che da anni caratterizza la sua carriera.