Come è morto Alex Zanardi, parla la madre: "A mezzogiorno stava bene"
Nella casa di via Dante Alighieri, a Castel Maggiore, il lutto assume i contorni di un silenzio denso, interrotto solo dal suono continuo del telefono. È qui che Anna, madre di Alex Zanardi, prova a raccontare l’indicibile. Ha superato gli ottant’anni, e il dolore che porta oggi si somma a una vita già segnata da perdite profonde. "Resta tanto amore. Mi stanno chiamando da tutto il mondo. Il telefono è pieno di messaggi", dice a Repubblica con voce affaticata, dopo essere rientrata da Padova, dove ha dato l’ultimo saluto al figlio. Le parole arrivano a fatica, come se ogni frase dovesse attraversare una distanza troppo grande. Il suo è un dolore composto ma evidente, che si riflette nei gesti lenti e nello sguardo stanco.
Morte Alex Zanardi, ora parla la madre
Il piccolo cancello, il giardino curato, le siepi in fiore: la casa di Castel Maggiore è oggi il centro dei ricordi della famiglia Zanardi. Proprio quel cortile che Alex aveva definito "un mondo senza limiti in uno spazio piccolissimo" diventa il simbolo di una vita intensa, fatta di traguardi eccezionali e prove difficili. Prima di arrivare qui, la famiglia viveva a Bologna, nella zona di Casaglia, sopra il quartiere Saragozza. Poi il trasferimento con i genitori, Dino e Anna, e la sorella Cristina, morta a soli 16 anni in un incidente stradale. Anche il padre Dino, idraulico, è scomparso prematuramente per un tumore, poco più che cinquantenne. Anna ha sempre tenuto insieme la famiglia, lavorando come sarta, un mestiere imparato in casa. Alex ricordava spesso quei momenti: il rumore della macchina da cucire nelle sere d’inverno, la madre sveglia all’alba per cucire asole e bottoni sotto una lampadina. Scene semplici, che diventano oggi frammenti di una memoria familiare intensa e viva. "Sì, avevo già perso tanto, è così. Ho perso una figlia di 16 anni. E mio marito ne aveva appena 54 di anni. Le cose sono andate in questo modo. Però, insomma, avevo un’età diversa. Mi ero ripresa. Adesso è dura, è davvero dura", ribadisce la madre.
Le cause della morte di Alex Zanardi
"Alex è stato un ragazzo dolcissimo, un ragazzo stupendo. È stato il massimo", ripete Anna. Il ricordo del figlio si intreccia con immagini che raccontano una vita fuori dall’ordinario: i viaggi negli Stati Uniti, i grattacieli con la scritta “Go Alex”, le vittorie paralimpiche, le medaglie conquistate dopo l’incidente del 2001 che gli costò entrambe le gambe. Eppure, per una madre, tutto questo resta sullo sfondo. "Mi ha dato tante soddisfazioni. Adesso, però, le sto pagando tutte", afferma senza enfasi, quasi a voler restituire misura a un dolore che non ha spiegazioni. La morte è arrivata all’improvviso. "A mezzogiorno stava bene, la sera non c’era più". La notizia è arrivata venerdì sera, attraverso il fratello, dopo la telefonata della nuora. Le cause non sono ancora chiare: si parla di un possibile arresto cardiaco o di una polmonite fulminante. "Stava bene, ovviamente con i danni che gli aveva causato l’incidente. Però non aveva problemi. Adesso vedremo cosa diranno. È successo tutto improvvisamente, così. Non si sa cosa sia stato, se è colpa di un arresto cardiaco, di una polmonite fulminante. Non si sa. Adesso vado, sono così stanca". Resta così una domanda sospesa, insieme al dolore: quella di una perdita improvvisa che lascia spazio solo ai ricordi e a un sentimento che Anna continua a ripetere, come un filo a cui aggrapparsi: "Resta l’amore".