Retroscena Tamberi, migliaia di messaggi su Whatsapp dopo il trionfo. Nella notte lo chiama Malagò: "Sono orgoglioso di te"

Tantissimi i complimenti tra cui quelli di Alberto Tomba: "Unico". Il presidente della Figc gli telefona
Chiara Zucchelli

Pubblicato il 15.08.2026, 14:57

Chissà se alla fine Gianmarco Tamberi è riuscito a dormire. Alle 5.40 era ancora in balia dell'adrenalina: ha vinto tanto Gimbo, ha vinto tutto. Ma forse neppure lui, dopo due anni così duri, pensava di riuscire a mettere di nuovo al collo l'oro di campione d'Europa. Ce l'ha fatta e, quando ha ripreso in mano il telefono dopo la premiazione, aveva decine e decine di messaggi da leggere. Tanti, tantissimi. Alberto Tomba gli scrive: "Sei unico", la famiglia al completo che si complimenta, padre compreso, gli amici di una vita non vedono l'ora di abbracciarlo. E poi lui, Giovanni Malagò. Oggi presidente della Figc, fino a qualche mese fa a capo del Coni. È lui che lo ha voluto portabaniera a Parigi, è lui che gli è stato accanto dopo il devastante infortunio del 2016, è lui che ne ha seguito, passo dopo passo, la carriera, l'evoluzione e la crescita. Sportiva e mediatica. Consigli sempre giusti, un po' come ha fatto per anni con Federica Pellegrini. Malagò l'ha chiamato, Tamberi appena ha potuto ha risposto.

Malagò e la telefonata di notte a Tamberi: "Per te ci sarò sempre"

Cosa si sono detti? "Gli ho ribadito che sono tanto orgoglioso di lui e che lo seguirò per tutta la vita. Da parte mia - ha spiegato Malagò - ci saranno sempre affetto e riconoscenza". Parole che riportano alla mente quando detto da Malagò esattamente 10 anni fa. Era il 14 agosto 2016, Gregorio Paltrinieri in vasca a vincere l'oro olimpico nei 1500, Tamberi pazzo di gioia sugli spalti. Lo aveva invitato proprio Malagò, ufficialmente in qualità di testimonial di Roma2024 (lo stop ufficiale della Giunta Raggi sarebbe arrivato il 21 settembre), in realtà per dargli forza in un momento durissimo. Disse l'allora numero uno del Coni, alla prima Olimpiade estiva, in carica da tre anni: "Purtroppo lo sport, a volte, è duro, come la vita. Con questo infortunio non perdiamo soltanto una potenziale medaglia a Rio, ma l’esempio pulito, vincente e gioioso di un campione che trascina un intero movimento. A nome dello sport italiano, abbraccio Gianmarco e mi stringo a lui. Caro Gimbo ora sei ferito, ma tornerai presto a volare perché non può essere altrimenti: è la tua natura". Sono trascorsi 10 anni esatti da quelle parole: chissà se Malagò, e lo stesso Tamberi, potevano immaginare tutto quello che sarebbe arrivato dopo...

 

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