Corriere dello Sport

Atletica

Vedi Tutte
Atletica

Atletica, Schwazer: «Dal 2008 sospettavo sul doping russo»

Atletica, Schwazer: «Dal 2008 sospettavo sul doping russo»
© ANSA

Il marciatore altoatesino: «Il mio errore resta, ma ho collaborato con gli investigatori di Mosca»

Sullo stesso argomento

 

martedì 10 novembre 2015 19:37

ROMA - "Dal 2011 ebbi la certezza che i marciatori russi erano dopati. Ma lo sospettavo già dal 2008": È l'amaro commento del marciatore azzurro Alex Schwazer allo scandalo doping di Mosca. "Il mio errore non si giustifica - dice all'Ansa Schwazer, squalificato per Epo - ma ho detto agli investigatori antidoping russi quel che sapevo sui loro atleti". Schwazer spiega che sui marciatori russi "ho fatto precisi riferimenti nelle dichiarazioni rese alla Procura della Repubblica di Bolzano fin dall'agosto 2012 e poi confermate davanti alla Procura antidoping del Coni".

LA COLLABORAZIONE - "Circa due mesi fa - sottolinea l'azzurro -, l'Agenzia antidoping russa sulla base degli atti trasmessi alla stessa dalla Procura antidoping del Coni, ha inviato all'avvocato Gerhard Brandstatter (che mi assiste legalmente) una richiesta di collaborazione nell'indagine da loro aperta, invitandomi a rispondere ad una serie di domande che riguardavano i contenuti di un colloquio che avevo avuto con i marciatori della squadra nazionale russa. Ho fornito la mia collaborazione rispondendo con tutta la completezza possibile ai loro interrogativi ed indicando, quindi, i nomi degli atleti che avevano parlato con me e le ammissioni di doping che mi avevano dettagliatamente esternato".

I SOSPETTI - "Già nel 2008 - prosegue Schwazer -, dopo la mia vittoria olimpica, in alcune interviste avevo fatto riferimento ai sospetti di doping che avevo maturato nei confronti di alcuni miei avversari russi. Poi nel 2011, dopo continui casi di doping che avevano coinvolto i marciatori di questo Paese, ho avuto ai Campionati Mondiali di Daeku la certezza del doping del gruppo guidato dall'allenatore Victor Chegin, per loro stessa ammissione. Questo non giustifica il grave errore che ho commesso ricorrendo anch'io al doping, per cui questa dichiarazione va solo intesa come una precisazione di ciò che è realmente avvenuto e che i fatti di oggi stanno, completamente e tristemente, confermando".

Per Approfondire

Commenti