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Atletica, funerali di Vittori ad Ascoli con il presidente della Fidal

Atletica, funerali di Vittori ad Ascoli con il presidente della Fidal
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Per l'ultimo saluto al preparatore di Mennea commossi gli amici Carlo Mazzone e Armando De Vincentis e anche una grande folla di ascolani

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sabato 26 dicembre 2015 18:53

ASCOLI PICENO - Lo sport italiano ha dato oggi l'addio a Carlo Vittori, il 'maestro' dello sprint tricolore che ha fatto grande Pietro Mennea e l'atletica leggera italiana, scomparso alla vigilia di Natale. A salutarlo oggi nella Chiesa di Sant'Angelo Magno ad Ascoli Piceno, dove era nato 84 anni fa, una folla di ascolani e tanti volti dello sport, dal presidente della Fidal Alfio Giomi all'ex allenatore di calcio Carlo Mazzone. A celebrare il rito è stato il vescovo della città Giovanni D'Ercole. Commosso Mazzone, amico fraterno di Vittori, mentre l'olimpionico del lancio del disco Armando De Vincentis ha ricordato la figura del tecnico scopritore di tanti campioni. Fra i banchi anche tecnici e tesserati dell'Asa, la società atletica ascolana, oltre a Fabio Sturani della giunta nazionale del Coni. Vittori ha legato il proprio nome in particolare a quello di Pietro Mennea (senza dimenticare Marcello Fiasconaro, Donato Sabia, Pierfrancesco Pavoni e le staffette veloci), formando con lui uno dei binomi più vincenti della storia dello sport azzurro.

CHE TRIONFI - Nato ad Ascoli il 10 marzo del 1931, Vittori si era affermato in gioventù come sprinter, arrivando a vestire la maglia azzurra per otto volte, tra il 1951 e il 1954 (nel 1952, anche la partecipazione ai Giochi di Helsinki); ma solo successivamente, a bordo pista, nel ruolo di allenatore, il professore contribuì a scrivere pagine memorabili per la velocità italiana. L'approccio metodologico innovativo, il rigore applicativo, avevano bisogno di un interprete: il cerchio si chiuse all'inizio degli anni '70, quando Vittori prese in mano il talento di Pietro Mennea. Tra la fine degli anni 70 e l'inizio degli anni 80 la sua esperienza si tramutò in un'età dell'oro per l'atletica azzurra. Oltre agli straordinari successi del barlettano (record mondiale sui 200 e oro olimpico a Mosca 1980) arrivò anche l'argento mondiale della staffetta 4x100 a Helsinki 1983, con il quartetto Tilli, Simionato, Pavoni, Mennea subito dietro i 'mostrì americani guidati da Carl Lewis.

RIMISE IN PIEDI BAGGIO - Prodigo anche dal punto di vista letterario, decine di studenti-tecnici si sono formati sui testi firmati da Carlo Vittori, trasportando la sua conoscenza e competenza in tutto lo sport italiano. Ma Vittori si dedicò anche ad altri sport, rimettendo in piedi, sportivamente parlando, tanto per fare l'esempio più noto, un promettente ragazzo della primavera della Fiorentina reduce da un calvario chirurgico: Roberto Baggio. Il sindaco di Ascoli Guido Castelli lo ricorda come il "burbero benefico dello sport: lottò tutta la vita in difesa dello sport pulito, nemico giurato di ogni forma di doping, con una capacità tecnico-professionale unica". Per il Coni, con la scomparsa di Calo Vittori, "tutto lo sport italiano oggi ha perso una colonna".

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