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Atletica - Solo lunedì le sentenze sull'eluso controllo

Atletica - Solo lunedì le sentenze sull'eluso controllo
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Sei ore di udienze presso Il TNA, ascoltati i testimoni. Gli avvocati: Le accuse sbriciolate. La Bottiglieri: «I reminder non erano generici ma specifici sulla base di chi era inadempiente»

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venerdì 18 marzo 2016 21:21

ROMA - E' durata sei ore la giornata di udienze relative ai casi di Fabrizio Donato, Daniele Greco, Daniele Meucci, Ruggero Pertile, Andrew Howe, Andrea Lalli, Anna Incerti e Silvia Salis. Tutti atleti Fidal deferiti, assieme ad altri 18, dalla Procura antidoping del Coni coordinata da Tammaro Maiello e dal vice Mario Vigna, a seguito dell'inchiesta 'Olimpia' della Procura di Bolzano. Per la terza volta innanzi alla I Sezione del Tribunale nazionale antidoping del Coni, presieduta da Carlo Polidori, per tutti la richiesta è quella di 2 anni di squalifica per violazione dell'articolo 2.3 ("elusione del controllo") delle Norme sportive antidoping. Per molti di loro, in ballo c'è la possibilità di partecipare alle prossime Olimpiadi di Rio 2016. Oggi il passaggio finale, essendo state ascoltate le testimonianze delle "persone informate dei fatti" accordate dal Tribunale a seguito delle prime udienze del 9 e 11 febbraio. Si tratta di Rita Bottiglieri (ex dirigente del settore sanitario della Fidal) e Loredana Zagara (ex collaboratrice dello stesso settore Fidal), Raffaello Leonardo (componente della Commissione controlli antidoping in rappresentanza atleti), Bernardino Arigoni e Giampiero Curti (ex funzionari della struttura antidoping del Coni), Giuseppe Fischetto (ex medico Fidal) e, nel caso del solo Andrew Howe, di Renée Felton, madre dell'atleta ed ex allenatrice, che al termine dell'istruttoria ha dichiarato: "Non mi è mai arrivato alcun tipo di avviso in questi 5 anni, non avrei mai immaginato che sarebbe successo questo". Obiettivo delle difese, invece, smontare l'accusa di "presunte omesse comunicazioni (di reperibilità, ndr) da parte degli atleti" alla Commissione controlli antidoping: "La documentazione doveva essere la prova granitica che dimostrava le omissioni, invece è una prova inesistente - spiega Giulia Bongiorno, avvocato di sei degli atleti esaminati oggi -, sulla base di una documentazione completamente caotica e confusionaria credo che sia improbabile riuscire a ricostruire l'ipotesi accusatoria, che onestamente si sbriciola appena si guardano le carte". Al termine della giornata di udienze, l'avvocato di Andrew Howe, Giovanni Fontana, ha spiegato che "i testimoni hanno confermato che il Comitato controlli antidoping non aveva certezza delle inadempienze. E a me sembra una motivazione dirimente di ogni dubbio". Anche se a confermare la tesi della Procura è stata la ex dirigente della Fidal, Rita Bottiglieri, confermando l'impianto accusatorio: gli elenchi mandati dalla Fidal per inadempienze non erano 'reminder' generici ma specifici sulla base di chi era inadempiente. Ad attendere gli sviluppi, presente allo stadio Olimpico anche il presidente della Fidal, Alfio Giomi, che ha lasciato la struttura circa una paio d'ore prima che il Tribunale si ritirasse in camera di consiglio, con sentenze attese per lunedì. I prossimi casi di tesserati Fidal a dover essere esaminati nell'ambito dell'inchiesta 'Olimpia' della Procura di Bolzano, saranno, martedì prossimo, Matteo Galvan, Simone Collio, Claudio Liccciardiello, Daniele Secci e Giovanni Faloci.

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