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Atletica, 65 anni e 167 maratone in 4 anni: «Vi racconto la mia storia»

Atletica, 65 anni e 167 maratone in 4 anni: «Vi racconto la mia storia»

Salvatore Gorgone e la sua passione: «Sono stato in Alaska e in Siberia, ora non mi fermo più»

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di Francesco Guerrieri

sabato 29 ottobre 2016 15:16

ROMA - Sessantacinque anni e non sentirli. Un giovincello Salvatore Gorgone, dentro ma anche fuori. Calabrese di Buonvicino (provincia di Cosenza) e consulente aziendale nel campo finanziario: «L’allenamento non toglie tempo al mio lavoro - racconta Gorgone - mi alleno la mattina presto verso le 6-6.30 correndo 10 chilometri circa prima di andare in ufficio». Cosa cosa? Già, perché Salvatore è un maratoneta. Ma mica uno da ridere eh: «Ho corso anche in Siberia e in Alaska». In Corea invece si balla prima di correre: «Eravamo in ventimila al via, ci hanno messo la musica a palla con gli altoparlanti». Salvatore è un idolo dalle sue parti, tanto che il sindaco gli ha conferito una targa un anno fa per essersi distinto nelle maratone e nelle ultra maratone e quest’anno ha ricevuto il “Premio Eccellenza di Calabria per lo Sport” e durante la cerimonia è stato nominato “ambasciatore di Buonvicino nel mondo” con tanto di collegamento in diretta dalla Siberia dove si trovava per una maratona.

PASSIONE - Pazzesco. Soprattutto per chi corre solo per divertirsi: «Non aspiro a Olimpiadi o manifestazioni simili, mi piace avere la possibilità di viaggiare tanto portandomi anche i miei due figli: Lorenzo di 12 anni, che ha corso la 5 chilometri in Siberia e correrà anche in Cina, e Marco, 9 anni». Passione trasmessa da padre in figlio, ma com’è nata? «Prima mi divertivo a fare la classica corsetta, 3-4 chilometri al giorno. Poi il marito della cugina di mia moglie mi propose di fare una mezza maratona nel 2012: ci pensai un po’, non ero convintissimo, alla fine feci la Roma-Ostia in 2 ore e 6 minuti. Mi sono divertito, e ho pensato “Tutto qua?”». E da lì Salvatore ha preso il via: «La più lunga è stata l’ultra maratona da 221 chilometri a Balaton in Ungheria. L’ho chiusa a 31 ore e 36 minuti». Per dormire ci si arrangiava: «Ogni tanto mi fermavo 15-20 minuti su una panchina. Alla fine sono arrivato primo. Arrivai in testa anche nella 160 chilometri di Berlino, durata 23 ore e 15 minuti. Quella volta veramente non chiusi mai occhio».

IL PROGRAMMA - Prossime tappe già fissate: «Shanghai domani e New York il 6 novembre». Conti alla mano, prima di queste due siamo a 167 maratone complessive: «Amo fare sfide con me stesso, per carattere. Trent’anni fa da un giorno all’altro ho smesso di fumare». E infatti di fermarsi non ci pensa proprio Gorgone, anzi… «Mi piacerebbe andare in Australia, Vietnam o in Cambogia». Accontentarsi? Mai: «Chiedo sempre di più al mio corpo». Le gambe corrono veloci, ma in questi casi la mente si isola da tutto: «Durante una maratona mi concentro sui paesaggi, soprattutto per distrarmi dalla fatica. Mi fisso degli obiettivi da raggiungere per non sentire la stanchezza». Chi trova una maratona trova un amico: «Massimo Ciocchetti. È un preparatore atletico, ci siamo conosciuti nel 2012 nella maratona di Pisa e spesso capita di essere gli unici due italiani nelle maratone all’estero». La passione per la corsa è tanta, ma la salute prima di tutto: «Ho 65 anni e sto benissimo. Faccio le analisi del sangue ogni quattro mesi e mi tengo sempre sotto controllo. Non ho mai avuto problemi. Vorrei girare il mondo facendo le maratone». Mettendo sempre a fuoco un obiettivo. L’obiettivo di Salvatore Gorgone.

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