Schwazer, la svolta: oggi la perizia dei Ris sulle provette
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Schwazer, la svolta: oggi la perizia dei Ris sulle provette

Giornata importante per il presunto e discusso caso doping relativo al marciatore azzurro. Nel pomeriggio al Tribunale di Bolzano il giudice illustrerà alle parti i risultati delle analisi condotte dal colonnello Giampietro Lago

ROMA - Oggi ci potrebbe essere la svolta per il presunto e discusso caso doping relativo all'olimpionico Alex Schwazer. Nel pomeriggio, infatti, al tribunale di Bolzanoil gip Walter Pelino illustrerà le conclusioni della perizia del Ris di Parma condotta dal colonnello Giampietro Lago, secondo il quale il valore di concentrazione del Dna nelle urine di Schwazer non sarebbe scientificamente spiegabile. Il gip Pelino dovrà illustrare alle parti (Schwazer, Agenzia mondiale antidoping e Federazione internazionale di atletica leggera) i risultati della perizia del Ris di Parma e le conclusioni, già annunciate nei giorni scorsi, che sembrano gettare una luce diversa sulla vicenda nata dal controllo antidoping al quale è stato sottoposto il marciatore azzurro nel giorno di Capodanno del 2016, a otto mesi dall'appuntamento più atteso, l'Olimpiade di Rio de Janeiro.

Caso Schwazer, la perizia del Ris di Parma

Pur non trovando Dna estraneo nelle urine di Schwazer, il colonnello Lago ha infatti riscontrato valori di concentrazione non spiegabili fisiologicamente. Una conclusione alla quale il Ris di Parma è giunto dopo un'approfondita analisi e la comparazione delle urine del marciatore con quelle di altri cento soggetti. Non bastassero tali incongruenze, nel mistero rientra anche la differenza di parametri tra analisi e controanalisi, con una concentrazione del Dna nelle urine profondamente diversa. "La perizia evidenzia discordanze anche sostanziali e non riferibili alla fisiologia dell'atleta. Questi risultati devono essere spiegati in Aula ma anche all'esterno, perché dalla fotografia fatta dal perito emerge chiaramente che qualcosa non va. Per questo, in base all'esito del contraddittorio, non escludiamo ulteriori istanze per approfondire questi dati" ha dichiarato Gerhard Brandstaetter, avvocato del marciatore azzurro.

Le parole di Schwazer alla vigilia dell'udienza

"L'urina nella provetta era in gran parte mia, ma non solo. E' stata aggiunta una parte con il testosterone che mi ha fatto risultare positivo" sono le parole di Schwazer alla vigilia dell'udienza. "Volevano colpire sia me che il professor Donati - ha dichiarato ai microfoni del Tg2 il marciatore azzurro - Io avevo denunciato delle cose a Bolzano, Donati per trenta anni ha fatto denunce importanti". Poi, sul ritorno alla gare: "Non c'è più spazio per l'atleta, non è possibile allenarsi con la giusta serenità se, ad ogni controllo che fai, devi pensare a cosa potrebbe succedere con la provetta nel percorso fino al laboratorio di analisi".

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