Pagina 2 | Tamberi e la scelta sulle prossime Olimpiadi: “Ho studiato le probabilità…”
Le scelte
«Dobbiamo avere il coraggio di scegliere, perché ogni scelta è il primo passo per costruire qualcosa di grande nel nostro futuro», ha detto ancora l’oro olimpico di Tokyo, in carriera anche campione del mondo outdoor e indoor e tre volte europeo. Beh, sulle scelte Tamberi potrebbe scrivere un trattato. Anno 2009: la decisione di lasciare la pallacanestro; anno 2016: quella di tornare a saltare dopo il gravissimo infortunio che gli precluse i Giochi di Rio; anno 2022: il cambio di allenatore, dal padre a Giulio Ciotti; anno 2024: gareggiare allo Stade de France nonostante i problemi fisici.
La scelta sul basket
«Non amavo il salto in alto e tuttora mi piace molto di più il basket. Se avessi giocato ancora sarei stato meno orgoglioso, ma più felice», ha detto nel corso della seguitissima intervista a “Belve”, su Rai 2. Ed è qualcosa che va ben oltre quella definizione che ha indossato per anni, quasi per scherzo, quella del «giocatore di basket prestato al salto in alto». Scelte... regole... «Un conto è imporsele, un conto è scegliere, un conto è qualcuno che sceglie per te. Un genitore deve aiutarti a prendere la strada giusta, non obbligarti a scegliere quella strada. Io mi sono sentito in quel momento tradito dalla figura genitoriale», ha detto ricordando quel rapporto con il padre e suo ex allenatore, Marco Tamberi. Rapporto assente, «il fallimento più grande della mia vita».