Jacobs e il podcast con Perin: dall'ospedale al buio all'ipnosi, tutti i racconti inediti

Marcell protagonista di una conversazione intima con il portiere della Juve e la loro mental coach, Nicoletta Romanazzi: un'ora in cui il campione di Tokyo si racconta a cuore aperto
Chiara Zucchelli

Pubblicato il 07.02.2025, 17:59 (Aggiornato il 07.02.2025, 18:35)

Immaginate Marcell Jacobs, campione olimpico a Tokyo nei 100 metri e nella staffetta, sdraiato sul divano della sua mental coach sotto ipnosi. Immaginate pure che abbia un fastidio fisico di cui nessuno capisce la causa ma, grazie a quel momento, lui stesso individua il punto esatto e riesce a risalire al nervo sciatico. Immaginate, infine, che Jacobs racconti ogni cosa in un podcast in cui, oltre alla sua mental coach Nicoletta Romanazzi, ci sia Mattia Perin, portiere della Juventus. Tutto questo è successo davvero nel podcast "Più, nella mente dei campioni" in cui il portiere della Juve e Romanazzi intervistano grandi campioni dello sport. Il primo è stato proprio Jacobs e il racconto del campione azzurro, spesso, fa venire i brividi per quanto è sincero. Jacobs non si nasconde: dalle difficoltà iniziali quando aveva paura di far male perché temeva il giudizio degli altri fino al "rilassamento" dopo Tokyo, quella che emerge è la storia di un campione che non ha mai nascosto a se stesso le difficoltà. E allora il racconto con Perin scorre via veloce: Jacobs si sente a suo agio e la voce si incrina solo quando racconta il ricovero in ospedale a Nairobi per un virus. "Quattro giorni a letto, da lì il buio. Anzi, buissimo". 

 

Jacobs: il sogno dell'Accedemia e altri segreti svelati a Perin

Jacobs rispedisce al mittente le critiche di poca professionalità in alcuni casi: "Farei vivere con me certe persone per vedere quello che faccio" e poi ammette che il suo sogno è quello di far crescere sempre di più la sua accademia per i giovani. Infine, un retroscena su Tokyo: dopo essere entrato in finale nei 100, primo italiano di sempre, aveva deciso di non correre più perché sentiva le gambe bloccate. "Io pensavo di aver raggiunto il mio obiettivo, avevo già parlato con l'allenatore... Pensa cosa mi sarei perso". Lui e tutta l'Italia.