
Iapichino esclusiva dopo lo show di Madrid: "Mamma Fiona era più cattiva..."
È il racconto di un salto, e torniamo a domenica scorsa. O Larissa centra una buona misura al suo quinto balzo, o esce con un clamoroso ottavo posto e buonanotte al secchio. Larissa però è tranquilla, respira, parte con la rincorsa, decolla e atterra 6,92 metri più in là. Larissa Iapichino vince la gara di salto in lungo (il sesto turno è materiale per archivisti) e l’Italia dell’atletica a quel punto ha già vinto la sua seconda edizione di fila degli Europei a squadre. Un trionfo grazie alla vittoria di Iapichino - che nell’ultimo anno ha portato a casa l’argento degli Europei di Roma e l’oro continentale indoor - e grazie ai successi di Leonardo Fabbri e Nadia Battocletti, oltre alle tante prestazioni di un gruppo magnifico. "Cosa ho pensato prima di quel salto domenica sera a Madrid? Semplice: 'Corri e salta'". Roba da farci su un tatuaggio. O meglio un’intervista, visto che la ragazza di Firenze ci racconta sì di un salto, ma in fin dei conti di Larissa stessa.
Iapichino, è davvero tutto qui?
"Ma sì, in fin dei conti mi sono detta di fare ciò che faccio sempre e che fino a quel punto non avevo fatto. Per il resto era una situazione surreale: ottava, 6,64... persino le avversarie erano stupite. E allora pestare forte e saltare, via. Nient’altro".
Con il caldo invece che rapporto ha?
"Solitamente mi alleno in condizioni sfavorevoli. Firenze è in una conca dove l’afa si fa sentire, ma a Madrid è stata davvero difficile. A ogni modo, la cosa più importante era uscire da una situazione difficile e dimostrare a me stessa che sono in grado di farlo".
La chiamiamo prova di carattere?
"Sono molto sicura di me stessa e del mio lavoro. Del resto non ero al debutto stagionale, quello sì che è il terno al Lotto in cui devi ritrovare i punti di riferimento. Nel frattempo sto svolgendo un ottimo lavoro con lo psicologo Mauro Gatti. Fuori dal campo tutto lo staff sta facendo bene, mentre in campo è stato mio padre (Gianni Iapichino) a darmi la scossa. L’allenatore contribuisce all’aspetto mentale, non solo a quello tecnico".
Qualcuno dice di aver rivisto gli occhi di sua madre, Fiona May. È così o è piuttosto un’altra tappa della sua crescita?
"Credo che la mamma fosse molto più “cattiva”. A quel livello di cattiveria agonistica non sono ancora arrivata e spero di raggiungerlo. Secondo me è un processo fisiologico: sto crescendo, sto diventando sempre più donna e consapevole. Ho sempre più esperienza nel mio bagaglio. Sono molto contenta del mio percorso e trovo che le esperienze più difficili mi abbiano aiutata a spingermi oltre".
Un commento sull’esperienza in squadra?
"Quando si crea gruppo diventa tutto più bello. Puoi rappresentare il tuo Paese, ma in questo caso si sentono più forti senso di appartenenza e patriottismo, perché siamo tutti uniti per uno scopo comune. Mi piace molto".
Cosa è cambiato dallo scorso 31 maggio, quando a Palermo ha centrato per la prima volta i sette metri (7,06)?
"Sognare di farlo è una cosa, farlo è un’altra. Io ho cercato di resettare tutto sin dall’indomani. Il percorso che sto seguendo mi dice che quelle misure sono nelle mie gambe e sono molto felice. A livello mentale è un muro che cade, posso dire di essere entrata in quel club che segna l’eccellenza del salto in lungo femminile. Poi, però, in gara si parte sempre da 0,0 metri".
Prossima uscita il 19 luglio, in Diamond League a Londra. Festeggerà lì il suo 23esimo compleanno?
"Festeggiare”, che parolone... Il 18, data del mio compleanno, sarò in viaggio. Non è la prima volta che accade. Successe anche nel 2019, prima degli Europei Under 20 di Boras (suo primo oro internazionale)".
Il regalo che le piacerebbe ricevere?
"Ah, non lo so proprio. A volte mi piace anche farmi “autoregali”, che il più delle volte non sono nemmeno beni materiali, piuttosto esperienze e momenti che mi fanno stare bene".
La campionessa europea indoor Larissa Iapichino guarda le sue medaglie e cosa pensa?
"Le medaglie sono in un posto sicuro. Dentro di me custodisco invece le emozioni fortissime provate. Da quelle, però, si riparte subito. Il lavoro riprende".
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