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Da Tokyo a Tokyo, che fine hanno fatto Jacobs e Tamberi? Ai Mondiali un'Italia senza stelle?

Quattro anni fa gli ori leggendari, oggi i due campioni non sono al top. Le speranze sono Stano e Palmisano
Roale
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4 min

Pubblicato il 23.08.2025, 12:47

Quattro anni e una manciata di giorni fa. A Tokyo due ragazzi facevano la storia dello sport italiano: Marcell Jacobs e Gimbo Tamberi. Due ori leggendari, pagine indelebili che non perdono colore. Quel primo agosto del 2021, a pochi minuti di distanza l'uno dall'altro, si sono appesi al collo la medaglia d'oro rispettivamente nel salto in alto e nei 100 metri a Tokyo 2020. I due trionfi più inconici dell'intera spedizione azzurra in Giappone, avvenuti senza la presenza del pubblico sugli spalti a causa delle restrizioni dovute alla pandemia. Da allora, il portabandiera dell'Italia alla Cerimonia d'apertura ha conquistato il titolo europeo a Monaco di Baviera 2022, quello mondiale a Budapest 2023 e nuovamente quello continentale a Roma 2024. Una fantastica serie di rivincite dopo il grave infortunio che lo ha costretto a saltare Rio 2016, proprio nell'anno in cui ha timbrato il record italiano a 2.39, mai più raggiunto in futuro. Proprio come Gimbo, e sempre nella città eterna, il velocista tricolore ha confermato il primo posto europeo dopo quello ottenuto due anni prima in Germania. Ma ora?

Jacobs, infortuni e delusioni

I due campioni si sono eclissati all'improvviso tra infortuni, cali di rendimento e polemiche. E ora ai Mondiali che si disputeranno proprio a Tokyo l'Italia ha due stelle in caduta.  Partiamo da Jacobs che che non parteciperà alla Diamond League a Losanna e Bruxelles che si sta disputando in questi due giorni. La motivazione? Si tratta di un problema muscolare che impedisce all'atleta azzurro di esprimersi al meglio, una lieve lesione. Un nuovo stop, non il primo. Che mette in dubbio anche Tokyo nonostante le rassicurazioni dello staff. Per Marcell, il Mondiale in Giappone comunque "resta l'obiettivo principale”. Dopo l'annuncio dello staff di Jacobs, la federazione italiana di atletica leggera ha invitato l'atleta a Roma per sottoporsi a una serie di esami diagnostici presso l'istituto di Medicina e Scienza dello sport. L'obiettivo, informa una nota della Fidal, è valutare il suo stato di salute in funzione della partecipazione ai Mondiali. Ma in che condizioni arriverà?  "Il cerchio non è chiuso e io ho ancora fame", fa sapere Jacobs che si aggrappa all'orgoglio, a tutto quello che gli resta per squarciare il velo di pessimismo e di pregiudizio che c'è nei suoi confronti. Ma i risultati recenti e i tanti infortuni lo inchiodano al ruolo di non protagonista. 

Tamberi, segnali di rinascita

Qualche segnale di rinascita è arrivato da Tamberi che ha rivelato in più di un'intervista di aver passato giorni difficili dopo le Olimpiadi di Parigi in cui dovette arrendersi a una colica renale.  Il campione olimpico di Tokyo 2021 nel salto in alto in Germania ha infatti superato la misura di 2,20 metri al secondo tentativo, fissando il suo primato stagionale e migliorando di 4 centimetri il 2,16 saltato al Golden Gala di inizio giugno a Roma, il suo esordio nel 2025. Nulla di strabiliante per uno abituato a superare comodamente i 2,30 e con un primato personale a 2,39, però qualche timido segno di vita è arrivato da Gimbo. Chiaro che questa prestazione cambia relativamente in previsione del Mondiale di Tokyo che scatta il 13 settembre, con la finale dell'alto prevista per martedì 16, però almeno è un piccolo passo avanti per dare fiducia ad un atleta forse un po' smarrito. Nei giorni scorsi era stato piuttosto chiaro: "Devo capire se ha senso accelerare per fare i Mondiali oppure se prendermi più tempo e finalizzare il recupero alle prossime tre stagioni che portano a Los Angeles". La decisione arriverà tra un paio di settimane. L'Italia si aggrappa così ad Antonella Palmisano e Massimo Stano, distanze meno brevi e forse emozioni meno forti. Ma possibilità di medaglia decisamente più alte. 

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