Palmisano: "La marcia merita rispetto"
L'intervista arriva dopo le telefonate del ministro dello Sport Andrea Abodi ("Mi ha fatto piacere, perché ha sottolineato che tutte le medaglie sono uguali") e del d.t. Antonio La Torre ("Si è scusato, ma gli ho comunque fatto presente che non mi sono sentita riconosciuta"). Più tardi esce la locandina pubblicitaria degli Europei di Birmingham 2026 in versione italiana ridisegnata: ci sono le facce di tutti e sei gli azzurri che hanno portato a casa le sette medaglie dai Mondiali di Tokyo. Nella versione originale Antonella Palmisano non c'era e la 34enne marciatrice di Mottola (Taranto) è andata su tutte le furie, tornando a parlare con post e storie sui social di mancanza di rispetto verso marcia e marciatori; dicendo di averne abbastanza (l'espressione è decisamente più colorita); citando proprio il d.t., reo di non aver citato il suo argento nel corso dell'incontro stampa di resoconto della kermesse iridata giapponese; guadagnando infine diversi consensi. E non solo da atleti italiani. Zero marciatori erano stati previsti anche nella locandina degli Europei 2024 di Roma e ora, davanti alla versione corretta in vista di Birmingham, potremmo evidenziare il classico pelo nell'uovo: la faccina di Nelly Palmisano compare una sola volta, mentre quelle dei suoi colleghi due...
Antonella, è ancora arrabbiata?
"Vengo da una notte burrascosa e mi sento ancora burrascosa".
Non è colpa solo di una locandina, giusto?
"Non sono solita fare bilanci, dico solo che in passato "qualcosina di buono" l'ho fatto (su tutti l'oro olimpico 2021 e quello continentale vinto proprio a Roma, ndc). Se poi metto tutto insieme dico che non c'è mai stata tanta riconoscenza verso la mia disciplina. Non posso accontentarmi quando mi dicono che "è uno sport poco visto"; penso anzi che sia possibile cambiare il pensiero di partenza, l'approccio".
Quindi è arrabbiata con la federazione?
"Non posso tollerare la svista di questa locandina e non possiamo passare per gli "sfigati" che le loro faccine se le incollano. Perché l'anno scorso così facemmo io e Massimo Stano. E ciò dopo che le nostre medaglie le avevamo portate a casa. È una banalità, ma la posso accettare da European Athletics, non dalla mia federazione. A tutto c'è un limite. Più in generale mi arrabbio per il trattamento riservato alla mia disciplina. Dicono che è lunga. E il ciclismo? Poi ci mettono in contesti assurdi, facendoci gareggiare in orari improbabili anche per anziani mattinieri".
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