
Alex Schwazer positivo ad un controllo antidoping in Germania: la Nada lo sospende
"L'Agenzia nazionale antidoping tedesca (NADA) ha avviato un procedimento di gestione dei risultati, ai sensi del Codice mondiale antidoping (WADC21)/Codice nazionale antidoping tedesco (NADC21) e del regolamento antidoping della Federazione tedesca di atletica leggera (DLV), nei confronti del marciatore italiano Alex Schwazer per una possibile violazione delle norme antidoping". Questo è quanto si legge nel comunicato della Nada, che ha "imposto una sospensione temporanea all'atleta e ha inoltre presentato denuncia alla procura competente ai sensi della legge antidoping. Ai campionati tedeschi di marcia su strada, la sostanza eritropoietina (classificata come sostanza S.2 nella lista delle sostanze proibite dell'Agenzia mondiale antidoping), o EPO, è stata rilevata sia nei campioni di urina che in quelli di sangue degli atleti", si legge ancora.
"Epo nelle urine e nel sangue"
Dunque, la Nada ha sospeso in via cautelare il marciatore azzurro, olimpionico della 50 km a Pechino 2008 e campione europeo della 20 a Barcellona 2010, perché durante i campionati tedeschi di marcia su strada sono state rilevate tracce di eritropoietina "sia nei campioni di urina sia in quelli di sangue". Schwazer, infatti, lo scorso 26 aprile ha partecipato ai campionati nazionali in Germania di maratona di marcia, trionfando in solitaria con il tempo di 3h01'55", record italiano sulla distanza: è in quell'occasione che, secondo la Nada, è risultato positivo all'Epo.
Schwazer: "Sono innocente, ma non ho più la forza di difendermi"
Alle 16 di oggi (lunedì 22 giugno), dopo la notizia dell'inchiesta per la positività, Schwazer ha tenuto una conferenza stampa. Queste le sue parole: "Venerdì mattina ho ricevuto una mail, una notifica che incredibilmente parla di positività all'eritropoietina per la gara che ho fatto in Germania ad aprile. Io sono innocente, io non ho assunto Epo, né altre sostante vietate. Stavolta non mi difenderò più perché non ho più la forza di farlo".
Schwazer: "Chiederò le controanalisi"
Schwazer ha aggiunto: "Ormai ho 41 anni, una bellissima famiglia, la mia vita. Un lavoro che non ha nulla a che fare con lo sport agonistico. Non voglio rimettermi in una battaglia che mi può anche sfinire completamente al livello psicologico. Non faremo più nulla, possono fare quello che vogliono, tanto lo fanno comunque. Non me ne importa nulla, perché è troppo importante la mia vita, sono troppo importante io come persona. Chiederò le controanalisi, a patto che sia controllata anche una riserva di urina che Sandro Donati si è portato a casa. Altrimenti rinuncio, perché non ho nessuna fiducia nel sistema".
"Non siate tristi, non posso più stare nello sport"
"Sono sempre stato grato del vostro supporto. Non dovete stare male, probabilmente nello sport non ci posso più stare, ne prendo atto. Ma sono contento della mia vita. Credo che un innocente si può ritenere molto fortunato nella vita. Non siate tristi. Grazie alla vicinanza di tutti questi anni", ha concluso.
L'Epo e Schwazer
La prima squalifica di Schwazer per Epo era arrivata nel 2012 alla vigilia delle Olimpiadi di Londra. Del 2016 è invece la seconda vicenda, legata sempre all'Epo, che ha aperto anni di battaglie giudiziarie. Dopo il ritorno all'attività agonostica nel 2025, il marciatore si ritrova di nuovo coinvolto in un'inchiesta antidoping.
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