Tamberi in finale nel salto in alto. E il discorso da brividi da capitano diventa virale
BIRMINGHAM (INGHILTERRA) - Un poker azzurro è pronto a misurarsi nella finale del salto in alto agli Europei di atletica a Birmingham, dove il protagonista più atteso sarà il campione in carica Gianmarco Tamberi (pass staccato con la misura di 2,23 ottenuta alla seconda prova).
Tamberi in finale agli Europei con Sioli, Stronati e Falocchi
"Non mi sono sentito come avrei voluto, l'obiettivo era la finale e sono contento, ma non ho saltato come volevo. Cercavo delle sensazioni positive. L'ultimo è stato meglio degli altri, ma non è stato un bel salto. Anzi, ho fatto dei salti terribili", ha ammesso Tamberi dopo le qualificazioni che hanno visto volare in finale anche l’oro europeo U23 Matteo Sioli (2,23 anche per lui), da Edoardo Stronati (2,19) e Christian Falocchi (2,19) -. Rimango fiducioso, sto bene a livello fisico.Devo trovare quel salto e spero di trovarlo qui. Anche perché se mi avessero detto meglio saltare bene o la finale ovviamente avrei detto la finale, ma per il resto non ho trovato la fiducia che volevo". In finale, però, sarà tutta un'altra storia.
Virale sui social il discorso fatto alla squadra da capitano
Anche perché il capitano azzurro vuole lasciare anche qui la sua firma. Non a caso è diventato virale sui social il discorso che Tamberi ha fatto alla squadra azzurra prima dell'inizio dell'Europeo: "Io ho sempre visto questo ruolo come un qualcosa di importante e che mi responsabilizzava, perché dovevo in qualche modo condividere con tutti quelli chiamati a scendere in pista un po' della mia esperienza, l'adrenalina e la voglia che sento dentro di far bene. Vorrei scusarmi con tutti quelli che l'anno scorso erano a Tokyo. Era un momento in cui non credevo in me stesso e avevo perso completamente la fiducia nella gara che dovevo affrontare. Il discorso da capitano che ho fatto è stato imbarazzante. Non si finisce mai di imparare, ho 34 anni e vi assicuro che il modo in cui approcciate la gara va la differenza del mondo. Siamo noi a decidere come andrà la gara. Se ci mettiamo noi stessi al 100%, se siamo convinti del lavoro, dei sacrifici fatti e del nostro lavoro, se lasciamo andare il nostro corpo sono certo che faremo meglio di Roma e non parlo di medaglie ma di noi stessi. Ci sono tante individualità e giovani che stanno crescendo. Posso garantirvi che oggi il clima è diverso rispetto a quello che si respirava qui dentro qualche anno fa, perché la cosa più importante è il gruppo. Se vediamo un compagno in difficoltà diamogli una mano. Spacchiamo tutto!".
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