Corriere dello Sport

Ciclismo

Vedi Tutte
Ciclismo

Ciclismo, doping in team dilettanti: arrestati dirigenti

Ciclismo, doping in team dilettanti: arrestati dirigenti
© AP

Tra i destinatari, il proprietario del team, l'ex ds e un farmacista che riforniva i ciclisti dei farmaci vietati dalla normativa sul doping in assenza di prescrizione medica

 

giovedì 8 febbraio 2018 08:45

ROMA - Una serie di arresti per doping nei confronti dei dirigenti di una delle maggiori squadre dilettanti del ciclismo italiano sono in corso da parte della Polizia. Tra i destinatari delle misure cautelari, il proprietario del team, l'ex direttore sportivo e un farmacista che riforniva i ciclisti dei farmaci vietati dalla normativa sul doping in assenza di prescrizione medica. A condurre l'indagine gli uomini della squadra mobile di Lucca e da quelli del Servizio centrale operativo.

L'indagine antidoping della squadra mobile di Lucca ha preso avvio dalla morte di Linas Rumsas, 21 anni, ciclista dilettante e figlio dell'ex ciclista professionista lituano Raimondas, scomparso il 2 maggio scorso. L'inchiesta che ha portato oggi agli arresti non riguarda però il decesso del giovane. Ulteriori dettagli sull'operazione verranno forniti nel corso della conferenza stampa che si terrà in questura a Lucca alle 11.

Sei persone agli arresti domiciliari e altre 17 indagate: così l'inchiesta di Lucca per doping scaturita dalla morte del ciclista lituano Linas Rumsas, 21 anni, avvenuta il 2 maggio 2017. Per gli arrestati il gip ha emesso ordinanza di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata a commettere delitti in materia di doping così da alterare le prestazioni agonistiche. Sono agli arresti Luca Franceschi, proprietario del team Altopack-Eppella; i genitori Narciso Franceschi e Maria Luisa Luciani; il ds della squadra Elso Frediani; il preparatore atletico e ex corridore Michele Viola; il farmacista Andrea Bianchi. Tra gli altri indagati ci sono, a vario titolo, un medico sportivo, un avvocato, molti ciclisti della squadra 2016-2017 per frode sportiva, la donna che portava le sostanze dopanti nei campi gara. Perquisizioni in provincia di Lucca, Pistoia, Livorno e Bergamo. Sequestrate 25 fiale di Epo a casa di Viola; siringhe, aghi butterfly, cateteri e flaconi di coadiuvanti dell'Epo a casa di Luca Franceschi.

Secondo gli inquirenti Luca Franceschi, proprietario dell'Altopack-Eppella, reclutava i ciclisti più promettenti, li motivava al doping e procurava loro le sostanze dopanti tra cui l'Epo mentre i suoi genitori Narciso Franceschi e Maria Luisa Luciani sono i proprietari dell' abitazione messa a disposizione degli atleti dove sarebbe avvenuta la somministrazione delle sostanze dopanti. Agli arresti domiciliari anche Elso Frediani, direttore sportivo dell'Altopack, considerato dagli investigatori conoscitore delle metodologie del doping: nella preparazione atletica dei ciclisti, si apprende dall'inchiesta, si sarebbe preoccupato di assicurare loro le necessarie consulenze, anche mediche, per una corretta somministrazione delle sostanze proibite tale da eludere i controlli in gara. Invece Michele Viola, preparatore atletico è colui che avrebbe venduto a Franceschi l'Epo destinata ai ciclisti dell'Altopack e dato consigli su come assumerla nascondendo la positività ai controlli. Il farmacista Andrea Bianchi avrebbe rifornito gli atleti di ormoni e altri farmaci, anche di natura oppiacea, coadiuvanti dell'Epo senza la necessaria prescrizione medica.

Tra gli altri 17 indagati c'è un medico sportivo a cui Frediani si sarebbe rivolto, in più occasioni, per consulenze sull'utilizzo di farmaci dopanti, anche per eludere il controllo antidoping in occasione del campionato italiano dilettanti del 25 giugno 2017. Inoltre dovrà rispondere di favoreggiamento e patrocinio infedele un avvocato di Lucca che, in assenza di mandato difensivo, essendo a conoscenza delle pratiche dopanti, avrebbe dato a Franceschi e Frediani indicazioni su come eludere le indagini. Indagato anche il secondo direttore sportivo dell'Altopack: pur non partecipando al sodalizio, avrebbe comunque somministrato e favorito l'utilizzo dei farmaci agli atleti del team. Per lo stesso reato è indagata la compagna del proprietario dell'Altopack: alla donna, ritenuta insospettabile, era affidato il compito di portare i farmaci in gara, per assicurarne la pronta somministrazione agli atleti. Dovrà rispondere di frode sportiva la maggior parte dei ciclisti che hanno gareggiato per l'Altopack nella stagione 2016/2017. Gli inquirenti, durante una conferenza stampa per illustrare le indagini, hanno specificato che gli sponsor del team sono estranei all'inchiesta.

Articoli correlati

Commenti