Mattarella ricorda Bartali: "Leggenda del ciclismo e salvatore di tante vite"

Sono numerose le celebrazioni del campione toscano a 20 anni dalla sua scomparsa. Il ministro Spadafora: "Si espose in prima persona per evitare la morte ai perseguitati dai nazifascisti"

© ANSA

ROMA - Nel ventesimo anniversario della scomparsa di Gino Bartali, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ricorda il campione del nostro ciclismo, grande rivale di Fausto Coppi negli anni '40 e '50: “Il nome di Gino Bartali, campione e leggenda del ciclismo italiano, è iscritto a grandi caratteri nella storia dello sport nazionale e rappresenta uno dei simboli dell'Italia del dopoguerra – le parole di Mattarella in una nota - la Repubblica lo ricorda, a vent'anni dalla scomparsa, come un atleta di straordinario valore, ma anche come un testimone di quello spirito di solidarietà, di sacrificio, di dedizione che ha rilanciato il Paese agli occhi del mondo. Le imprese di Bartali al Giro d'Italia, al Tour de France, nelle grandi classiche internazionali, hanno suscitato entusiasmo tra gli italiani e rafforzato le loro speranze anche in momenti molto difficili”.

Mattarella: "Bartali Giusto tra le Nazioni"

"Il nome di Bartali sarà ricordato anche come Giusto tra le Nazioni – prosegue Mattarella - per il coraggioso e silenzioso impegno nella rete di salvataggio, costruita dall'Arcivescovo e dal Rabbino di Firenze, che consentì a centinaia di cittadini di religione ebraica di sottrarsi alla persecuzione e alla deportazione. La discrezione con cui negli anni ha custodito un'impresa di così grande valore umano rende ancora più onore alla sua memoria”.

Giani e Spadafora ricordano Bartali

Un ricordo arriva anche da Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale della Toscana, la terra di nascita di Bartali. Secondo Giani, il ciclista scomparso nel 2000 è stato un uomo “capace di essere eterno per i risultati ottenuti nel mondo dello sport ma anche eterno per i valori che ha saputo trasfondere attraverso la sua personalità ed il suo modo di essere. Vent'anni fa mi colpì la notizia della sua morte. Ricordo che per il suo 85esimo compleanno, durante una festa, mi disse 'questa storia che mettevo i salvacondotti nella canna della bicicletta, so che è vera e so che con quei salvacondotti ho salvato tante persone, ma non volevo che andasse sui giornali. Non doveva farmi pubblicità, perché quando fai del bene lo devi fare perché ci credi". Infine Vincenzo Spadafora, ministro dello Sport, ha celebrato Bartali: “Tre Giri d'Italia, due Tour de France e un grande cuore. Potremmo ricordare così l'intramontabile Gino Bartali, a 20 anni dalla sua scomparsa. Un campione non solo in bici ma soprattutto nella vita. Nel corso della Seconda guerra mondiale, infatti, si espose in prima persona per salvare i perseguitati dai nazifascisti, trasportando documenti falsi durante gli allenamenti. Un gesto che dà l'idea della grandezza dell'uomo e che merita di essere ricordato, così come le sue imprese sportive che hanno portato in alto il nome del nostro Paese nel mondo, rendendo orgogliosi tantissimi italiani, non solo gli appassionati di ciclismo. E, proprio per questi ultimi c'è la speranza di una ripartenza, con le date previste dall'UCI che vedono il Giro d'Italia dal 3 al 25 ottobre”.

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