Ciclismo, Fabio Aru si ritira: "La Vuelta sarà la mia ultima gara"

Il 31enne ciclista sardo, vincitore di una corsa iberica e due volte sul podio del Giro d'Italia, lascerà il ciclismo professionistico al termine delle prossime settimane
Ciclismo, Fabio Aru si ritira: "La Vuelta sarà la mia ultima gara"

Fabio Aru dice basta: dopo nove anni di carriera, due podi al Giro d'Italia, una Vuelta di Spagna vinta nel 2015, e un quinto posto al Tour del 2017, il 31enne ciclista sardo si ritirerà al termine della prossima corsa iberica, al via il 14 agosto da Burgos. Il corridore di Villacidro era passato alla Qhubeka-Assos in questa stagione, dopo alcune annate sfortunate passati in UAE. E proprio quando Aru sembrava aver ripreso il giusto colpo di pedale, ecco il triste annuncio.

Aru: "Ho dato tutto me stesso e lo darò nelle prossime tre settimane"

È stato lo stesso Fabio Aru ad annunciare, tramite i suoi profili social, l'addio al ciclismo professionistico. E lo ha fatto con un lungo e commovente messaggio: "Vorrei dire tante tante cose in questo momento ma preferisco godermi ogni singola emozione di quello che chiude un capitolo così importante della mia vita. Con il passare dei giorni e del tempo avrò la possibilità di raccontare tutti quelli che sono stati i momenti più belli e brutti della mia carriera sportiva professionistica. Ma ora il punto è un altro. Ho riflettuto a lungo su quale fosse la decisone giusta da prendere, notti insonni, pianti e quant’altro. Ma se devo essere sincero ho imparato ancora di più ad amare il mezzo e lo sport che mi ha portato a raggiungere traguardi che mai avrei immaginato, lottare con i ciclisti più forti del mondo, viaggiare, conoscere nuove culture, partecipare ed essere protagonista alle Olimpiadi, ecc… E ad oggi nonostante sia qui a comunicarvi questa scelta importante della mia vita posso gridare a gran voce che amo il ciclismo, amo ancor di più andare in bici, amo allenarmi e non ho nessuna intenzione di lasciarla in garage. Ma come tutti gli inizi c’è sempre una fine. Da quel lontano 5 maggio 2005 sono stato immerso in un sogno e viaggiato a 1000 all’ora; non rimpiango niente, anzi rifarei tutto, e con l’esperienza che ho adesso lo farei ancora meglio. La Vuelta sarà la mia ultima gara da ciclista professionista. Sono molto orgoglioso di ciò che ho fatto ma essendo un gran testardo avrei voluto fare tanto di più. Una cosa però è certa: ho dato tutto me stesso, sino all’ultima goccia di sudore e lo darò nelle prossime tre settimane. Ora è giunto il momento di godermi un nuovo capitolo della mia vita, accanto alla mia famiglia. Per i ringraziamenti ci sarà tempo i prossimi giorni ma un grazie speciale va a chi mi ha permesso con grandissimi sacrifici di diventare quello che sono. Mia mamma, mio papà e la mia compagna che mi ha regalato il dono più grande che potessi desiderare, la nostra piccola Ginevra. Grazie per esserci sempre. Vi voglio bene".

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