Balsamo, caccia al bis contro il muro “orange”

A mezzanotte via al Mondiale femminile: mai una corsa iridata così lunga (164 km). Le favorite olandesi tenteranno di renderla durissima
Balsamo, caccia al bis contro il muro “orange”© EPA
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Giorgio Coluccia
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Un anno di Elisa Balsamo in maglia iridata è un cerchio che si chiude, ma allo stesso tempo rappresenta la scalata completata dall’Italia femminile nel grande ciclismo. I bookmaker scatenati in Australia mettono la Nazionale azzurra guidata dal c.t. Paolo Sangalli appena dietro l’Olanda, una storica corazzata che per quanto è forte potrebbe (quasi) ambire al titolo con ciascuna delle otto campionesse portate dall’altra parte del mondo. E poi c’è subito l’Italia, orfana di Marta Cavalli a causa di una brutta caduta, ma pronta a giocarsela fino in fondo con il tandem Balsamo-Longo Borghini. In contemporanea, nella stessa gara, si assegnerà anche il titolo per la categoria under 23 e qui le due punte italiane si chiamano Silvia Zanardi e Vittoria Guazzini, già laureatasi campionessa del mondo a cronometro nello scorso weekend.

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Si corre nella notte italiana tra oggi e domani, bisognerà superare quasi 2500 metri di dislivello e una distanza di 164,3 chilometri, che sarà quella più lunga di sempre in una prova iridata dedicata alle donne. Faranno la differenza prima il monte Keira e poi il monte Pleasant, fulcro dei sei giri finali attorno a Wollongong. Prima del colpaccio di Balsamo nelle Fiandre nel 2021, l’Olanda veniva da quattro trionfi consecutivi. Stavolta per le Orange l’unica incognita della vigilia riguarda Annemiek van Vleuten, caduta nella staffetta mista e in dubbio fino all’ultimo per un guaio al gomito. Non dovesse farcela, se la giocheranno Vos, Van Dijk e Vollering, ma punteranno anzitutto a fare una corsa dura proprio per eliminare dai giochi Balsamo, dotata di uno spunto molto veloce, come dimostrato più volte nelle nove vittorie di questa stagione con la maglia iridata addosso.

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Strategie

«C'è una particolarità che dice molto su quanto sia stato speciale quest'anno per me - ha raccontato la stessa Balsamo, cuneese classe 1998 - Giorni fa a Madrid, nella mia ultima gara prima di partire per l'Australia, ho vinto. Lo stesso era successo nella prima gara stagionale a febbraio. La maglia iridata mi ha permesso di brillare, adesso potrei perderla e devo esserne consapevole. Però proverò a ripetermi, avrò tutti gli occhi addosso, ma voglio giocarmela fino in fondo». Fiducioso anche il c.t. Sangalli, all’esordio in un Mondiale: «Già nella prima salita di giornata dovremo fare attenzione agli attacchi. Contiamo su un gruppo decisamente competitivo e siamo campioni uscenti. Faremo del nostro meglio per riportare la maglia in patria». Se la corsa dovesse diventare troppo ostica per Balsamo, ci sarebbe la carta Longo Borghini, già protagonista quest’anno con il trionfo alla Roubaix. La trentenne di Verbania davanti ai microfoni non ha voluto nascondersi: «Dalla staffetta mista ho avuto le risposte che volevo. Sto bene, con l’Olanda sarà una lotta serrata per imporre la strategia di gara preferibile. Loro attaccheranno da lontano, ma noi siamo pronte a rispondere per ribaltarla a nostro favore».

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Outsider

Tra le altre variabili più pericolose vanno considerate anche l’americana Faulkner, la belga Kopecky, la danese Ludwig, la spagnola Garcia, la polacca Niewiadoma e soprattutto la padrona di casa Grace Brown, nata a una settantina di chilometri a nord di Wollongong, nel sobborgo di Camperdown, vicino Sydney. Nei 64 anni di storia di questo evento l’Australia non è mai riuscita a imporsi.

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