
C'è futuro per il ciclismo tricolore: quanti protagonisti al Giro Next Gen
L'ultima edizione del Giro Next Gen ha portato in dote ottime notizie per il nostro ciclismo, confermando che c'è futuro per il movimento italiano. Talenti poliedrici, capaci di lottare con i migliori al mondo per quanto riguarda le vittorie di tappa ma anche in grado di mettersi in mostra come uomini da classifica. Ecco, quindi, che Filippo Turconi chiude con un ottimo quinto posto finale, seguito a ruota da Lorenzo Mark Finn, che si è messo in luce con il secondo posto di Passo Maniva e la maglia azzurra di miglior scalatore. Non solo, perché sono ben tre gli azzurri tra i migliori nove, posizione in cui ha concluso Matteo Scalco, senza dimenticare Filippo Agostinacchio, che ha vinto la sesta tappa ad Acqui Terme.
Non solo futuro, anche un solido presente: Ganna pronto per i Campionati Italiani
L'Italia, quindi, pensa già al futuro. Merito anche del lavoro della federazione, che ha nell'innovazione uno dei pilastri del proprio lavoro, unendola alla grande tradizione e alla storia del ciclismo azzurro: un mix necessario per crescere i talenti di domani. Ma anche l'oggi è molto solido. Anzi, rappresenta un'eccellenza a livello mondiale. Un'eccellenza che si sostanzia in Filippo Ganna, che dopo il ritorno nel Giro del Belgio è pronto a misurarsi nei Campionati Italiani con un doppio obiettivo molto chiaro: confermare il titolo nella cronometro e vincere per la prima volta nella prova in linea. Appuntamento, rispettivamente, il 26 e il 29 giugno.
Il commento di Dagnoni
Il legame tra presente e futuro è stato chiamato in causa anche dal presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni, nel suo commento al Giro Next Gen direttamente da Pinerolo, traguardo finale. Dopo gli ovvi e meritati complimenti a Jakob Omrzel, per una scuola slovena che continua a sfornare talenti su talenti, Dagnoni ha parlato di "un Giro che ha permesso di ammirare corridori italiani in grado di competere con i migliori pari età del panorama internazionale. Il ciclismo azzurro esce da questa edizione confortato, per quanto riguarda la prova complessiva dei nostri ragazzi e consapevole di fornire al movimento una manifestazione che è un punto di riferimento nel calendario internazionale". La federazione continua a lavorare su solidi principi, i giovani rispondono e si mettono in mostra: c'è futuro per l'Italia nel ciclismo.
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