Ora il ciclismo italiano corre anche veloce. La ricetta di Ivan Quaranta

Ai Mondiali juniores le medaglie non sono arrivate solo dall'inseguimento. Il ct azzurro: "Lavoriamo da cinque anni, siamo partiti dai ragazzini, adesso un allievo sogna di fare il velocista. Ma ci servono impianti"
Roale
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L’Italia del ciclismo sa inseguire come poche altre Nazioni e, udite udite, sa andare più veloce. È la fotografia scattata ai Mondiali juniores di Apeldoorn conclusi pochi giorni fa, con il primo posto nel medagliere, grazie a 6 ori, 3 argenti e 4 bronzi, equamente distribuiti tra velocità e inseguimento, maschile e femminile. Segno della solidità del movimento, che ciclicamente sa rinnovarsi, proponendo sempre un gruppo af

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