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Tutto su capitan Ciccone dopo il forfait di Pellizzari: domenica la sfida ai giganti del ciclismo mondiale

Lo scalatore abruzzese sarà il punto di riferimento azzurro in Ruanda dopo l'influenza che ha estromesso il giovane marchigiano
Roale
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3 min

Pubblicato il 24.09.2025, 12:51

L’Italia ha perso una delle sue due frecce principali in vista della prova in linea Élite uomini ai Mondiali in Ruanda. La forte febbre degli ultimi giorni, infatti, ha costretto Giulio Pellizzari ad alzare bandiera bianca e rinunciare a partire per Kigali. Il giovane marchigiano era reduce da prestazioni di altissimo livello e in particolare da una Vuelta da urlo, in cui si è messo in mostra con il sesto posto finale con tanto di vittoria di tappa, la prima in carriera tra i pro, sulla salita all’Alto de El Morredero. Risultati che avevano anche portato ad alcune riflessioni nella scelta del capitano, che in origine doveva essere Giulio Ciccone. Scenario confermato anche da questo ultimo episodio sfortunato per Pellizzari e per la Nazionale italiana, che deve fare a meno di un talento in crescita e che poteva rappresentare un’opportunità importante di sparigliare le carte nella prova di domenica. Il malanno occorso a Pellizzari, a questo punto, responsabilizza ulteriormente lo scalatore abruzzese, che dovrà cercare di brillare sugli oltre 5.000 metri di dislivello dell’impegnativo percorso disegnato nella prova clou del primo mondiale di ciclismo in Africa. A dargli man forte saranno i compagni di squadra Lorenzo Fortunato, Fausto Masnada, Andrea Bagioli, Matteo Sobrero, Mattia Cattaneo, Marco Frigo e Gianmarco Garofoli, quest’ultimo subentrato come sostituto di Pellizzari.

Ciccone sfida i giganti del ciclismo mondiale

Una formazione che, nonostante non parta come favorita, può assolutamente dire la propria nella lotta per un posto sul podio. Servirà tanto cuore e un lavoro perfetto da parte di tutti i componenti per provare a lanciare in alto Ciccone, che a inizio agosto ha incantato vincendo la Classica di San Sebastian ed è ora pronto a sfidare i giganti e gli astri nascente del ciclismo mondiale. Inutile dire che tra i grandi favoriti c’è Tadej Pogacar, chiamato al riscatto dopo la debacle nella cronometro con la clamorosa umiliazione inflittagli da Remco Evenepoel, altro nome da seguire per domenica. Attenzione anche ai vari Primoz Roglic e Richard Carapaz, altra mina vagante in una gara così incerta e dura. Tra i giovani, ma già affermati, occhi puntati su Isaac Del Toro, anch’egli protagonista di un 2025 da urlo e in grado di attaccare in qualsiasi condizione, e ovviamente su Juan Ayuso, su cui gravano le speranze spagnole. Un mix intrigante di grandissimi campioni e giovani in rampa di lancio e alla ricerca della consacrazione; è in questo scenario che Ciccone proverà a inserirsi a caccia di una medaglia che all’Italia manca da sei anni (mentre l’oro manca da diciassette).

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