© EPA

Ciclismo, Pogacar è ancora re del mondo a Kigali. E l'Italia sorride con Ciccone

Lo sloveno si conferma campione, ormai è leggenda dopo il trionfo al Mondiale in Ruanda
Roale
Roale

3 min

Pubblicato il 28.09.2025, 18:07

Tadej Pogacar, un nome e una garanzia. Da Mondiale. Come già accaduto nel 2024 in Svizzera, lo sloveno si è ripetuto anche in Ruanda, confermando la maglia iridata nella prova in linea dei Mondiali di ciclismo. Nella suggestiva cornice di Kigali, il fenomeno della UAE Emirates parte a 104 km dall’arrivo e taglia poi in solitaria il traguardo. Ennesimo capolavoro di un campionissimo leggendario. Evenepoel chiude secondo, mentre Healy è terzo. 

Pronostico rispettato

Pogacar si corona d’alloro anche a Ruanda 2025 in 6h21’20”, rispettando i favori del pronostico, “riscattando” la difficile prova a cronometro iridata vissuta una settimana fa e diventando il primo ciclista nella storia a fare podio per tre anni consecutivi sia al Tour de France che al Mondiale. L’oro resta quindi in Slovenia, mentre un deluso Evenepoel riesce a riaccendersi nel finale e a chiudere al secondo posto, a +1’29” da Pogi. A completare il podio è, infine, Healy (Irlanda), che ha la meglio su Skjelmose (Danimarca) nel confronto per il bronzo. Un altro successo per un campione straordianario che ha raggiunto il traguardo delle 100 vittorie in carriera l'8 luglio 2025, vincendo la tappa di Rouen al Tour de France. Tra i suoi successi più importanti, oltre ai Mondiali,  ci sono 3 Tour de France, 1 Giro d'Italia, 1 Giro delle Fiandre, 3 Liegi-Bastogne-Liegi e 4 Giri di Lombardi.

E l'Italia? 

L’Italia del ct Marco Villa, alla prima Nazionale come responsabile dei professionisti, sparisce negli ultimi 50 chilometri: Ciccone cerca di restare a galla e arriva sesto a 6'47". Sugli otto azzurri in gara, oltre a Ciccone tagliano il traguardo soltanto Andrea Bagioli, 17° a 10'06", e il debuttante Gianmarco Garofoli, 22° a 10'16". Qualcuno, come Fortunato, si ritira anche troppo presto, altri hanno una forma approssimativa considerata l’importanza del Mondiale. In ogni caso Ciccone, 2° alla Liegi alle spalle di Pogacar e 1° nella Classica di San Sebastian, e brillantissimo alla Vuelta, non è stato sui suoi livelli. “Chiudiamo questo Mondiale con il sesto posto di Giulio Ciccone, che ha fatto il massimo in una corsa durissima, tenendo la ruota di grandi corridori come Ayuso e Del Toro. Del resto a cento chilometri dall’arrivo, Pogacar ha fatto esplodere la corsa, e da lì in poi è stata una lotta tra fenomeni. Per noi un risultato decoroso. Il bilancio azzurro è positivo, torniamo a casa con un oro, tre medaglie e una serie di quarti posti dolorosi. Siamo partiti con il bronzo della Venturelli, che ha messo a frutto le sue doti di atleta polivalente. Bello l’argento della Pegolo, e poi la perla di Finn che ha reso felici tutti gli italiani”, le parole di Cordiano Dagnoni. 

Sblocca la news esclusiva

Pronti, DAZN, Via!,
Scendi in campo con il Corriere dello Sport e vivi ogni giornata su DAZN
Continua a leggere con l'abbonamento Plus+ per 1 anno e prova a vincere un ABBONAMENTO DAZN ANNUALE!