
Pogacar, la vittoria al mondiale riapre il dibattito: lo sloveno ha superato anche Merckx?
È finita come tutti ci aspettavamo, con Tadej Pogačar che alza le braccia al cielo sul traguardo di Kigali. Ma lo sloveno non ha vinto solo il suo secondo mondiale che arrichisce un palmares ormai infinito. Perché la vittoria di ieri riapre un dibattito che in realtà va avanti già da un paio di anni: è il più grande ciclista di sempre? Anche più del mito Eddy Merckx? Ora anche gli appassionati più "attempati" iniziano a cambiare idea.
Pogacar o Merckx? Il dilemma continua
L’incoronazione del più forte ciclista di tutti i tempi segna per Pogacar una svolta fondamentale nella percezione che il mondo ha di lui, oltre che dare maggiore forza al suo lascito per i posteri. Certo, fare paragoni fra i ciclisti di oggi e quelli del passato è come avventurarsi in un campo minato in cui ad ogni passo si rischia di saltare per aria a colpi di correlazioni spurie, paragoni impropri e improbabili fra corse troppo diverse. Ai tempi di Merckx i ciclisti di punta correvano molto di più, su corse diverse con tattiche completamente differenti. Oggi Pogacar può preparare i suoi obiettivi centellinando le energie e gli sforzi, pianificando i suoi allenamenti in funzione delle sue strategie stagionali. Ma dopo questo Mondiali i paragoni erano inevitabili. La straordinarietà di Pogacar non è quindi solo fisica o atletica. A renderlo davvero grande è il suo infilarsi nelle contraddizioni del ciclismo moderno per volgerle a suo vantaggio; l’aver rotto uno schema che ormai avevamo dato per assodato. Mentre Eddy Merckx faceva meglio di tutti ciò che tutti facevano, Pogacar riesce a fare cose che gli altri non sanno immaginare. Gira e rigira il confronto è sempre con il Cannibale. Soltanto alla fine della carriera troveremo il posto di Tadej nella storia del ciclismo. Ma una cosa è certa: questi attacchi ad oltre 100 chilometri dall’arrivo, queste apparenti follie tattiche sono un brevetto di casa Pogacar.
Pogacar, un dominio emozionante
Come lo scorso anno a Zurigo, meglio ancora. Al Mondiale 2024, Pogacar aveva attaccato a 100 chilometri dal traguardo ed era rimasto solo a 50… Questa volta ha spaccato la corsa a meno 105 e ha chiuso la partita a meno 66. Numeri, dati che diventeranno pane per gli statistici. Soltanto Vittorio Adorni, in fuga per circa 90 chilometri al Mondiale di Imola 1968, è stato al vento più a lungo. Sempre per i numeri: ci sono altri 7 campioni che hanno vinto due Mondiali consecutivi: Ronsee, Van Steenbergen, Van Looy, Bugno, Bettini, Sagan e Alaphilippe. Sagan è addirittura arrivato a vincerne tre consecutivi. Tutti fuoriclasse, ma Pogacar non si confronta con loro. Tadej è già tra i Giganti di sempre, fa parte di quel club esclusivo di campioni capaci di vincere i Grandi Giri (ha già in tasca 4 Tour e un Giro) e le Prove Monumento(4 Lombardia, 3 Liegi e 2 Fiandre). Restringendo il campo ai vincitori di Tour, solo Eddy Merckx (appunto) ha vinto di più (3 Mondiali: 1967, ‘71 e ‘75), Greg LeMond due come Pogacar (1983 e ‘89) e tutti gli altri, compresi Coppi e Bobet, Gimondi e Hinault, si sono accontentati di una maglia iridata.
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