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Cioni: “È l’ora di Filippo Ganna, con Viareggio e Verbania nel cuore”

L’allenatore della cronometro della Netcompany segue dal 2019 il campione verbanese
Alberto Dolfin
Alberto Dolfin

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Pubblicato il 19.05.2026, 09:55

Con una pista di decollo come quella del lungomare della Versilia, è giunta l’ora di Top Ganna. Da Viareggio a Massa, 42 chilometri a cronometro tutti pianeggianti da spianare alla velocità del suono, come già fatto a marzo nella variante più breve della Tirreno-Adriatico. Il due volte campione mondiale e argento olimpico della disciplina scatterà alle 14.20, mentre la maglia rosa Afonso Eulalio chiuderà le fila alle 16.31, tre minuti dopo Jonas Vingegaard (16.28). Filippo Ganna cerca l’ottavo sigillo al Giro d’Italia (sarebbe il settimo in prove contro le lancette) e l’allenatore della cronometro della Netcompany Ineos Dario David Cioni, che lo segue dal 2019, ci racconta come è stato l’avvicinamento del campione verbanese.

Cioni, come sta Ganna, che abbiamo visto all’attacco sabato nella frazione dei muri fermani?

«Filippo sta bene. L’altro giorno era una tappa in cui poteva provare, ha anche insistito un po’, ma non ha avuto fortuna. Domenica, invece, è andato in gestione, visto che eravamo già vicini alla cronometro».

Il percorso odierno ricalca quello delle ultime cronometro alla Tirreno-Adriatico. Pensa che i quasi 20 km di lungomare senza curve possano avvantaggiarlo?

«Non ci possiamo lamentare perché è anche lunga, con una distanza che ricorda quella dei Mondiali di qualche anno fa. Al giorno d’oggi, non è facile trovarne sopra i 40 km, per cui questa tappa assieme a quella che arriverà a casa sua a Verbania l’ha fatto propendere per il Giro».

Come ha trascorso il giorno di riposo Filippo?

«Per lui nei grandi giri sono sacri. Ha fatto una bella dormita, svegliandosi verso le 10.30, poi ha fatto una rullata nel pomeriggio. Oggi farà la ricognizione del percorso, che conosciamo bene perché già visto due mesi fa alla Tirreno, però sarà importante anche per vedere che lavoro hanno fatto con l’asfaltatura di alcuni tratti e che tipo di barriere ci saranno. La maggior parte del tracciato è rettilineo e lì si farà la differenza, dobbiamo sempre fare attenzione e qualcosa c’è sempre da guadagnare o perdere anche in curva. Sarà una crono difficile per i non specialisti».

Pensa che il meteo possa essere una variante?

«L’augurio è che tutti trovino le stesse condizioni, però la realtà è che prevista pioggia al mattino. Speriamo che la strada si asciughi nel primo pomeriggio, altrimenti non sarebbe una lotta ad armi pari e sarebbe avvantaggiato chi parte più tardi visto il miglioramento previsto. Il lasso temporale tra Pippo e Vingegaard, ad esempio, è di circa due ore: vedremo».

Oltre a Vingegaard con la maglia rosa nel mirino, chi sono i rivali più temibili?

«Lui andrà a tutta perché è l’occasione per guadagnare diverso terreno sui rivali per la generale. Non lo metterei tra i primi tre favoriti, ma sarà lì nei piani alti. Tra gli italiani, Milesi può fare una buona crono, così come Sobrero. Poi ci sono Welsford, Cavagna e Segaert».

Si aspetta che Vingegaard ammazzi il Giro?

«Sin qui ha centellinato le energie pensando anche al Tour, ma ha guadagnato terreno su tutti. Mi aspetto una strategia più conservativa, diversa da quella di Pogacar nel 2024, che dominò dalla prima all’ultima tappa. Poi, ha sia Piganzoli sia Kuss ancora in classifica, per cui ci sono anche altre carte da giocare».