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Milan, la maglia verde è più vicina: ecco come difendersi da Pogacar

Con la vittoria di Valence Jonathan ha consolidato il primo posto nella classifica a punti. La strategia per difendersi nelle due tappe alpine. Dagnoni: "Sta compiendo un'impresa straordinaria"
Roale
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4 min

Pubblicato il 24.07.2025, 11:10

Un sogno in verde da far diventare realtà. Con la vittoria di ieri nella diciassettesima tappa, Jonathan Milan ha dato uno strappo importante per la maglia verde del Tour de France. È stato lui a tagliare per primo il traguardo di Valence dopo 160 km di gara con partenza a Bollene. Una volata intensa e caotica, con anche diverse cadute, vinta sotto la pioggia. Si è trattato della seconda tappa vinta in questa edizione dal ventiquattrenne friulano della Lidl-Trek: era da undici anni che un italiano non vinceva almeno due frazioni nella Grande Boucle. Ma, cosa più importante, come detto, il trionfo di ieri è stato fondamentale in ottica maglia verde: tanto che ora, per Milan, cominciano i quattro giorni più importanti della sua carriera su strada. "Un ragazzo straordinario e un motivo di grande orgoglio per tutti noi - racconta il presidente della Federciclismo Cordiano Dagnoni -, io lo dico da un po': per me Jonathan è il miglior velocista al mondo, e la dimostrazione che gli anni di "palestra" in pista siano la migliore formazione per diventare un grande corridore anche su strada. Gli auguro di arrivare a Parigi con la maglia verde, sarebbe un'impresa davvero straordinaria". 

Milan, Pogacar è ancora un’insidia: i punti a disposizione

La classifica dice che l’unico corridore in grado di insidiare Milan per la maglia verde è Tadej Pogacar. Sempre lui. Sono 72 i punti a dividere i due contendenti, quando mancano quattro tappe al termine: tanti punti, ma i giochi non sono affatto chiusi. Prima di tutto perché mancano ancora due tappe alpine, quella di oggi, forse la tappa regina di questo Tour, e quella di domani. Entrambe danno 20 punti al vincitore. Poi ci sarà la tappa “mossa” con arrivo a Pontarlier (30), più adatta ai fuggitivi, e infine l’ultima a Parigi, che nonostante il triplo passaggio a Montmartre vale 50 punti. Ipotizzando un Pogacar pigliatutto, escludendo la penultima tappa, lo sloveno farebbe 90 punti solo dalle vittorie di tappa, colmando, quindi, il divario di 72 punti.

La ricetta vincente per Milan

Dal punto di vista di Jonathan, il problema sono proprio i 50 punti dell’ultima tappa. Come fare per difendere il proprio primato? L’obiettivo di diventare appena il terzo italiano a vincere la maglia verde, dopo Bitossi e Petacchi, è troppo ghiotto per farselo sfuggire. In realtà, l’arma vincente Milan l’ha già sfoderata lungo tutte le prime 17 tappe, in cui l’azzurro è stato costante, quasi una sentenza, per quanto riguarda i traguardi volanti. La buona notizia è che, mentre il traguardo volante della tappa alpina di oggi arriva che la strada ha già preso la salita, dopo 23,5 km, domani è appena dopo 8. La strategia, quindi, potrebbe essere quella di partire forte, prendere tanti punti e poi lasciar sfogare gli altri, trasformando in risorsa anche una tappa proibitiva. Servirà tanta attenzione e tanto tempismo per provare a chiudere i conti in questi due giorni, contando anche sul fatto che difficilmente Pogacar perderà energie per una volata ai traguardi volanti.

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