Pogacar cala il poker al Tour de France: quarto trionfo per lo sloveno, Milan chiude in maglia verde

A nemmeno 27 anni il campione iridato scrive un'altra pagina di storia, l'italiano festeggia la vittoria nella classifica a punti: tutti i dettagli
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PARIGI (FRANCIA) - Poker servito da Tadej Pogacar, che a nemmeno 27 anni ha messo in bacheca il suo quarto Tour de France dando in qualche modo ragione a chi lo paragona al 'Cannibale' Eddy Merckx. Unica 'sbavatura' nella giornata del trionfo è che lo sloveno probabilmente avrebbe voluto vincere anche l'ultima tappa, 132 chilometri da percorrere con il circuito olimpico di Parigi e La Butte Montmartre da scalare tre volte, quasi una classica e quindi terreno di caccia ideale per il campione del mondo. Pogacar è stato invece beffato da uno che in materia ne sa quanto lui, quel Wout Van Aert che era ancora a secco di successi in questa edizione della 'Grande Boucle' ma che in passato ne aveva messi insieme nove. A sei chilometri dal traguardo se n'è andato proprio sul pavé di Montmartre, partendo in contropiede dopo che proprio Pogacar aveva provato ad andarsene in progressione. Lo scatto del belga ha sorpreso tutti e per lui alla fine c'è stata la meritata gloria di giornata. .

Pogacar cala il poker: quarto trionfo al Tour de France

"Quando è partito Wout - ha poi ammesso Pogacar - non avevo più le energie per andarlo a riprenderlo". Ma, ovviamente, tagliando il traguardo (in quarta posizione) ha esultato anche lo sloveno, alla quarta vittoria finale in una grande corsa a tappe, appunto il Tour, che gli si addice particolarmente, nonostante la presenza di Vingegaard quest'anno suo rivale meno agguerrito del solito, forse perché marcato strettissimo proprio dallo sloveno. "Mi sembra ancora incredibile, se ci penso - le parole di Pogacar -, ho vinto il Tour per la quarta volta e per la sesta volta sono sul podio. È sempre più bello vincere qui, sono incredibilmente felice, è fantastico. La 'battaglia' con Vingegaard nell'ultima settimana? Ne abbiamo parlato, ci siamo detti quanto è cambiato il livello, ci siamo spinti a vicenda sempre più al limite, lottare con lui è stata un'esperienza molto dura e per questo ho il massimo rispetto per Jonas. Se ho bisogno di un po' di riposo? Sì, ora penso soprattutto a passare qualche giorno tranquillo a casa, voglio godermi un po' l'estate". Come dire che forse Tadej metterà da parte l'intenzione di prendersi anche la maglia rossa prendendo parte alla Vuelta: la decisione nei prossimi giorni.

L'Italia festeggia la maglia verde di Milan

Bilancio positivo, di giornata con il secondo posto di Davide Ballerini, e in generale per il ciclismo italiano, che esulta per la vittoria finale nella classifica a punti, quindi maglia verde, di Jonathan Milan, re dei velocisti riuscito ad arrivare fino a Parigi e bravo a prendersi punti decisivi negli sprint dei traguardi volanti. Al gigante friulano va il merito di aver interrotto il digiuno italiano, che al Tour aveva ottenuto per l'ultima volta un successo di tappa nel 2019 con Vincenzo Nibali. Lui ci è riuscito due volte e anche per questo verrà ricordato. "Ma io solo nei prossimi giorni capirò quello che ho fatto", il suo commento con l'aria frastornata.


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