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Golf Ryder Cup 2022, una cascata d'oro su Roma

Golf Ryder Cup 2022, una cascata d'oro su Roma

L'assegnazione dell'evento a Roma prevede anche un massiccio piano di investimenti straordinario su questa disciplina che torna ad essere olimpionica da Rio 2016

 

mercoledì 16 dicembre 2015 09:12

ROMA - A noi che siamo abituati a sostenere le nostre nazionali o le nostre squadre del cuore, potrà sembrare strano fare il tifo per l'Europa, ma questa è la Ryder Cup, la più importante manifestazione golfistica in cui i migliori giocatori del nostro continente sfidano i colleghi statunitensi. Una competizione nata nel 1927, originariamente fra americani e britannici ed estesa nel 1979 a tutti i giocatori europei. Ma, da allora, non c'è giocatore che non sogni di far parte di questa squadra, di condividere l'emozione di questa sfida per il solo gusto di difendere "l'onore" dell'Europa. Sì perchè anche oggi, nonostante il professionismo abbia generato un circuito di gare con montepremi ricchissimi, nella Ryder Cup questi atleti scendono in campo per la sola gloria. Per loro, non è previsto alcun premio in denaro, secondo il miglior spirito olimpico. Se poi uno pensa che sia una roba per pochi snob appassionati, si sbaglia. L'ultima edizione in Scozia ha registrato 250 mila spettatori con 192 paesi collegati in mondovisione. La Ryder Cup e' il terzo evento sportivo più seguito, dopo le Olimpiadi e i mondiali di calcio. Nel 2022 la Ryder Cup si disputerà proprio a Roma, nel circolo Marco Simone di Laura e Lavinia Biagiotti. Non bisognerà però attendere 7 anni per familiarizzare con la competizione e con il golf. L'assegnazione dell'evento a Roma prevede anche un massiccio piano di investimenti straordinario su questa disciplina che torna ad essere olimpionica da Rio 2016. Per 7 anni, dal 2017 al 2022, il montepremi del nostro Open passerà dagli attuali 1,5 milioni di euro a 7 milioni. Un bell'incentivo perché' arrivino da noi le grandi star del golf e per avvicinare il pubblico, oltre che per promuovere le eccellenze italiane nel mondo. Un percorso pensato anche per la crescita dei nostri talenti: una Ryder Cup con un italiano sarebbe ancora più convolgente, più entusiasmante. Non è un pensiero proibito: Costantino Rocca negli anni '90 e i fratelli Molinari nel 2010 e ancora Francesco Molinari nel 2012 hanno regalato grandi emozioni ai malati di golf e abbiamo un movimento golfistico in crescita che fa ben sperare. Quindi non resta che preparci e aspettare quei giorni quando, con il cupolone di San Pietro all'orizzonte, saremo in tanti a urlare forza Europa. Buon gioco a tutti.

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