Zacon Gio a riposo per il Lotteria
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Zacon Gio a riposo per il Lotteria

Dopo l'impresa nell'International Trot, il proprietario Giuseppe Franco illustra i programmi: «Ha solo 4 anni: abbiamo detto no all'invito in Canada per la Breeders Crown, per ora niente Francia né Amerique. Con calma lo prepareremo per il GP di Agnano. E non lo venderemo per nessuna cifra al mondo»

Più complicato rientrare in Italia, per colpa dei ritardi aerei, che vincere l’International Trot. Non lo dice, Peppe Franco, proprietario di Zacon Gio, ma in effetti così è stato. «Un viaggio che non finiva mai, però l’uscita dall’aeroporto è stata fantastica: parenti e amici ci hanno accolto come calciatori», racconta Peppe, che ha ereditato la passione ippica dal padre Giovanni, anche lui reduce da New York, dove il baio allenato da Holger Ehlert e guidato da Roberto Vecchione è stato protagonista di un autentico one-horse-show.

I festeggiamenti sono proseguiti a Barra, periferia di Napoli, dove i Franco hanno una delle loro attività di ristorazione. Con calma, si organizzerà qualcosa anche dalla parti di Migliarino Pisano, la “casa” di Zacon Gio, il quartier generale di “Holgerone”. «Però vorremmo rendergli onore anche a Napoli, vedremo se all’ippodromo di Agnano o in città: ne abbiamo parlato con Pierluigi D’Angelo (presidente di Ippodromi Partenopei - ndr), ci piacerebbe abbinare l’iniziativa a qualcosa di benefico per sostenere magari la lotta al cancro», anticipa Peppe.

LA CORSA - I due minuti e mezzo scarsi dell'International Trot sono ancora ben presenti nella mente del proprietario napoletano. «La corsa è venuta benissimo, nel migliore dei modi, ma Holger ha presentato un cavallo in condizioni fantastiche, se ne sono accorti anche gli americani che da principio erano magari scettici sul tentativo di un cavallo di 4 anni che arrivava da così lontano. E Roberto l'ha guidato in modo perfetto, pur non essendo mai stato impegnato prima allo Yonkers: s'è preoccupato soltanto di accertarsi come staccasse l'autostarter, nelle corse precedenti». Mai un brivido in corsa, c'è stato però quando invece si stava già esultando per il successo. «Qualcuno ci ha avvisati dell'indagine della Giuria, per quell'anticipo sulla retta di fronte (Vecchione ha spostato all'esterno sull'accorrente Tim Tetrick, avanzato in terza ruota con Guardian Angel As - ndr), e per un po' abbiamo tremato: sarebbe stata una vera beffa. Poi però l'ordine d'arrivo è stato confermato e allora abbiamo ripreso a esultare».

SOLDI - Il proprietario del cavallo ci toglie una curiosità: «Da quando è diventato... Zacon Gio, nessuno s’è ha mai fatto avanti per acquistarlo. E non è accaduto neppure in America, anche perché a Ehlert l’avevamo detto chiaramente: non c’è cifra che possa interessarci! Siamo stati bravi a comprarne prima metà (da Domenico Minopoli - ndr) e poi anche l’altra parte, quando non era ancora un campione, e per noi Zacon ora non ha prezzo».

IL FUTURO - «Nell'immediato dopocorsa - rivela Franco jr - ci hanno subito invitato in Canada alla Breeders Crown (alla quale è destinato Bold Eagle - ndr), ma è tra due settimane soltanto e in mezzo ci sarebbe stato un ulteriore periodo di quarantena. Holger un pensierino l’aveva anche fatto, già che eravamo lì, ma ho preferito rinunciare: Zacon ha solo quattro anni e vogliamo che corra quanto più a lungo possibile, le occasioni non mancheranno». Quindi, per ora niente Amerique? «Zacon se ne va a riposo e lo prepareremo per il Lotteria della prossima primavera: per i napoletani è la corsa che conta più di ogni altra, ci sarà tempo e modo per tornare all'estero. Nel frattempo in Francia ci andremo con Vanvitelli (che a fine settembre ha vinto a Napoli la Maratona d’Autunno - ndr) e ci divertiremo con lui».

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