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Tuscan Gaze, uno sguardo sul Derby

L'ultimo acquisto italiano all'estero, alla vigilia della classicissima, risaliva al 2001. Il colpo è stato piazzato in Inghilterra dalla Mag Horse Racing, che ha acquistato questo imbattuto figlio di Galileo dal Coolmore e Lady Bamford. Correrà il 12 luglio a Roma con il training di Gabriele Bietolini, monta da definire

Tuscan Gaze, uno sguardo sul Derby
© GETTY IMAGES

C’era una volta la caccia al cavallo da Derby, nel galoppo italiano. Erano in parecchi, a praticarla: tutto iniziò nel 1981, quando la “madre di tutte le corse” diventò open, aperta anche ai purosangue nati e allevati altrove. Chi non aveva la chance giusta in casa, ecco che magari prendeva la via dell’estero, cercando di accaparrarsi uno dei tanti stranieri presenti nella lista degli iscritti alla classica in programma a Capannelle. Tutti pensavano di aver chiuso l’affare della vita, a prezzo più o meno caro, ma è stato tale solo per tre di loro: Gezio Mazza (Scuderia Erasec) con Tommy Way nel 1986, Giancarlo Gorrini (Lady M) con Houmayoun nel 1990, acquistato addirittura dall’Aga Khan, e Carlo Schiavi (Scuderia C.A.M.M.A.) con una quota di In A Tiff nel 1992.

Nell’ultimo ventennio per i... poveri proprietari italiani il mercato ippico estero è diventato impraticabile sotto l’effetto delle grandi potenze del settore, su tutti gli arabi e il gruppo irlandese Coolmore. E così l’ultimo colpo da Derby è stato quello di Antonio Balzarini, peraltro italiano di scuderia ma svizzero di nascita e di passaporto: nel 2001 rilevò una quota importante di Vinnie Roe, che si piazzò quarto nell’edizione vinta da Morshdi. Da allora più niente, fino alla trattativa che la Mag Horse Racing ha concretizzato lunedì sera acquistando in Inghilterra l’imbattuto Tuscan Gaze dai suoi co-allevatori: Lady Carole Bamford, appassionata di cavalli, coltivazioni organiche e cosmetici, e proprio il colosso Coolmore, in particolare la triade John Magnier, Derrick Smith e Michael Tabor.

IL CAVALLO - Finora due vittorie in due "novice stakes” (per 88 di rating e un RPR di 101), per questo sauro che nasce addirittura dal “champion sire” Galileo, al debutto in novembre a Newmarket e al rientro il 12 giugno scorso a Newbury, agli ordini di John Gosden, il trainer di Enable e di tanti altri campioni. Sotto gli zoccoli Tuscan Gaze ha sempre trovato un terreno più che morbido, staremo a vedere come si esprimerà il 12 luglio a Capannelle quando il Derby si disputerà alle 20 dopo l’ennesima giornata di sole e vento, vento e sole... Un paio di curiosità: era uno dei quindici puledri inizialmente iscritti da Gosden al Derby supremo, quello di Epsom (con una quota di stima di 33/1 nell'antepost originario di Unibet), per sabato 4 il trainer l'aveva iscritto a Haydock in un handicap "class 3” (perizia 9 stone e 5 pound, ovvero poco meno di 59,5 kg).

Inutile stare qui a illustrare le meraviglie di papà Galileo, un Re Mida capace di produrre 210 vincitori di gruppo, 85 dei quali di gruppo 1. Tuscan Gaze è piuttosto un figlio quasi atipico di mamma Crystal Gaze, che nasce da un cavallo classico come Rainbow Quest ma che finora s’è distinta particolarmente con sprinter fatti e finiti e soprattutto longevi come Spirit Quartz e Caspian Prince: sono ancora in pista rispettivamente a 12 e 11 anni, in due hanno vinto un totale di 1.200.000 sterline! Spirit Quartz s’è fatto un nome proprio in Italia, vincendo il Tudini 2011, e poi è stato capace di siglare in Francia il Gros Chene 2013. Caspian Prince ha collezionato 20 vittorie in carriera, tra le quali quella nelle Sapphire 2017, e ancora soltanto sabato scorso è andato a segno a Newcastle.

GLI UOMINI - Mag è un acronimo delle iniziali dei nomi dei tre soci di questa scuderia romana da poco attiva sulle nostre piste, con Spygate, New Queen e Cypressus Point (e in Francia attende l’inedito Alastor): ovvero Massimo Putti e Antonio Calderone, amici ma anche imprenditori e soci nel settore sanitario, e Gabriele Bietolini, che avrà nei suoi box Tuscan Gaze nell’imminenza del Derby, probabilmente mercoledì 8 dopo una sosta di qualche giorno a Maisons Laffitte da suo fratello Gianluca, che è l’allenatore francese della Mga.

Putti possiede cavalli da un po’ (come Scuderia Il Quadrifoglio, anche in Francia), ha preso la passione dal padre e l’ha trasmessa recentemente all’amico Calderone. «La nostra filosofia è di avere pochi cavalli ma di qualità. Non è stato facile trovare un’intesa sui bonus legati ai risultati e alla valorizzazione del cavallo, ma alla fine è arrivata e siamo molto contenti di questa operazione. Il Derby è la corsa di una vita, ma ovviamente per noi sarà solo il primo obiettivo di Tuscan Gaze. Per il resto si vedrà, siamo pronti a impegnarci e dividerci con la Francia, non solo in quella che è la difficile realtà italiana».

Bietolini da fantino è stato terzo nel 2010 con Saratoga Black, adesso è molto felice di questo primo sguardo (“gaze”, appunto) sul Derby da allenatore. Anche se ufficialmente il titolare di scuderia è papà Luciano, pure lui prima jockey e poi trainer, ancora coinvolto nella gestione della stessa. Gabriele s’è già distinto con buoni risultati, da quando ha staccato la patente (17,91% di vittorie nel 2017, quest’anno viaggia con il 15,52%), ed è entusiasta del progetto Mag: «Non è da tutti investire nell’ippica, in un momento complicato come questo». Per la monta di Tuscan Gaze s’è preso ancora qualche giorno, Gabriele, che peraltro nel Derby potrebbe schierare anche un altro Mag: Spygate, che a scuderia viene chiamato “Spaghetto”. Resta sul terzo posto nel Botticelli, magari alla fine “two is meglio che one”.

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