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Anche Dettori scende in... pista per Trenno

“Senza il centro di allenamento del galoppo milanese, non ci saremmo stati né mio padre Gianfranco né io... Il suo smantellamento sarebbe un disastro per l'ippica italiana!». La vicenda del contratto di servizio non firmato si trascina da mesi: dopo la richiesta di Snaitech di lasciare l'impianto, il Comitato Ippici San Siro sollecita l'intervento del Mipaaf

Anche Dettori scende in... pista per Trenno

Scende in... pista anche Lanfranco Dettori per tutelare Trenno, il centro di allenamento dell’ippodromo di San Siro, che ha... cresciuto tanti campioni del galoppo ma anche fantini (Frankie su tutti) e allenatori i quali hanno illustrato l’ippica italiana nel mondo e che ora ha davanti a sé un futuro incerto.

BRACCIO DI FERRO - Lo scontro si sta rinnovando in modo aspro tra Snaitech, proprietaria delle strutture, e gli allenatori che operano appunto nelle scuderie e sulle piste di Trenno. L’argomento della contesa è il contratto di servizio da loro non firmato nella nuova versione proposta a inizio 2020, con clausole subito contestate da Bruno Grizzetti, che al momento ha 87 cavalli, e gli altri allenatori (solo un manipolo di loro le ha accettate e sottoscritte). L’ultimo atto di una vicenda destinata a durare chissà fino a quando è stata la lettera di diffida legale da parte di Snaitech, nella quale gli operatori sono invitati a trasferire immediatamente i cavalli in altri impianti, interrompendo l’attività di allenamento degli stessi e liberando gli immobili.

Il Comitato Ippici San Siro (450 circa i cavalli alloggiati nei box di Trenno e un numero importante di figure professionali coinvolte nella vicenda) ha intanto chiesto l’intervento del Mipaaf, finora rimasto spettatore di quanto si trascina invece da mesi. Il Comitato ha trovato il sostegno del Fondo Ambiente Italiano e di Italia Nostra, oltre che del Comune di Milano, ma solo con quello si rischia di non andare lontano.

DETTORI - Frankie, che a inizio settimana s'è concesso qualche giorno di relax in Cornovaglia (nella foto) con la moglie Cahterine e i figli Rocco e Tallula, in un'intervista al quotidiano francese on line “Jour de Galop” è andato dritto al punto della questione, per supportare gli operatori del galoppo milanese.

«Sono nato a Milano e cresciuto a Trenno, dove ho iniziato con i purosangue. I miei amici d'infanzia lavorano nelle scuderie di questa struttura. Ci sono anche le mie radici: mio padre Gianfranco, quando è arrivato a Milano, alloggiava in una delle stanze al piano di sopra delle scuderie, e fu lavorando duramente lì che divenne un fantino. Insomma, senza Trenno non ci sarebbero stati né Gianfranco né Lanfanco Dettori. Se il centro di allenamento chiuderà (come avvenuto per l’ex trotter di San Siro, da tempo si parla di nuove aree immobiliari, ipotesi però sempre smentita da Snaitech - ndr), sarà un vero disastro, rischiando di far scomparire tante figure professionali costrette a finire chissà dove».

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