La filiera boccia l'emendamento

Le associazioni delle varie categorie ippiche contrarie al testo che verrà discusso a integrazione del Decreto Semplificazioni. «Riforma improvvisata, senza un confronto e in tempi agostani... Servono competenze specifiche che non hanno né il Coni né la Fise»
© HG CESENA/REGA
di Mario Viggiani

Non si è fatta certo attendere la risposta delle varie associazioni del comparto in replica all’emendamento a carattere ippico presentato da Leonardo Grimani e Gelsomina Vono, senatori di Italia Viva, a integrazione del Decreto Semplificazioni che andrà in discussione a partire da domani. La risposta è arrivata sotto forma di un comunicato sottoscritto per l’intera filiera da ANG (Associazione Nazionale Galoppo), ANACT (Associazione Nazionale Allevatori Cavallo Trottatore), UPT (Unione Proprietari Trotto), SIAG (Sindacato Italiano Allenatori e Guidatori), SNAPT (Sindacato Nazionale Proprietari Trotto), Gruppo Ippodromi Associati, Federippodromi e UNI (Unione Nazionale Ippodromi).

Di seguito il testo integrale del comunicato, che oltre a evidenziare una serie di incongruenze di ordine... pratico inserite nel testo, punta il dito soprattutto sulla tempistica ferragostana dell’emendamento, a fronte di una riforma del settore che richiederebbe ben altre modalità.

«Il tentativo di improvvisata riforma dell'ippica, che si tenta di introdurre con un emendamento al "decreto rilancio", non soddisfa alcuna delle componenti del complesso sistema.

1. L’ippica è una filiera produttiva di imprese agricole e dello spettacolo e vive di prestazioni di professionisti, tutti tradizionalmente estranei alle finalità del CONI, l’ippica non è una disciplina olimpica e in nessuna nazione al mondo viene assimilata alle discipline sportive dilettantistiche.

2. Gli operatori dell'ippica occupano oltre 20.000 addetti, garantendo posti di lavoro da preservare e incrementare attraverso l'adozione di misure legislative organiche e indirizzate allo sviluppo dell'impresa, che mal si conciliano con lo spirito dilettantistico e prettamente sportivo del CONI

3. Qualunque proposta organica e coerente di riforma, che da anni tutti auspichiamo, deve essere il risultato di un confronto aperto e democratico e non certo di una "fuga in avanti" agostana

4. La storia italiana dell'ippica, i successi dell’allevamento italiano e la professionalità di tutti gli operatori del settore, nel mondo intero, meritano ben altra considerazione che un emendamento di poche righe in periodo festivo

5. L'emendamento proposto affida al CONI competenze e prerogative che certamente la FISE non è idonea a gestire, per assenza di competenza e professionalità specifiche, necessarie a garantire il corretto andamento del settore»

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