Ippica
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Emendamento respinto

Le Commissioni riunite del senato (1ª e 8ª) hanno ritenuto «inammissibile» il testo presentato dai senatori di Italia Viva in merito alla riforma ippica, con il passaggio di molte competenze al Coni in tempi brevi

Emendamento respinto
© SNAITECH/DENA

Come non detto, ma non poteva essere diversamente: troppe controindicazioni, troppa approssimazione (per aspetti tecnici e gestionali apparentemente mal valutati?), troppa fretta. L’emendamento ippico da inserire nel Decreto Semplificazioni, che puntava a una repentina riforma del settore, con il passaggio di tanto al Coni (o in particolare a una federazione: la Fise, ovvio), e il mantenimento di poco o comunque di marginale e strettamente agricolo al Mipaaf, è stato dichiarato inammissibile oggi in Senato, dove alle ore 14 si sono riunite le Commissioni 1ª (Affari costituzionali) e 8ª (Lavori pubblici, comunicazioni).

Il progetto, chiamiamolo così, era stato presentato dai senatori Leonardo Grimani e Gelsomina Vono, appartenenti a Italia Viva, il partito della titolare del ministero di riferimento per l’intero comparto, Teresa Bellanova. Ricordiamo che l’emendamento era stato subito duramente contestato nei tempi e soprattutto nei modi dall’intera filiera ippica, insolitamente compatta nella circostanza. E che ancora solo pochi giorni fa lo stesso sottosegretario del Mipaaf con delega all’ippica, on. Giuseppe l’Abbate, aveva riparlato di quanto già delineato e “in progress” in tal senso per la riorganizzazione del settore (a partire da "governance” esterne in particolare per l'ambito tecnico), senza alcun riferimento a una svolta così inattesa e immediata.

Per ora non se ne fa nulla, quindi. Per ora: la strada in linea di massima dovrebbe tuttavia restare quella, ma appunto con tempi e modi ben più ragionevoli e ragionati.

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