
Da Ceccon e Martinenghi a Quadarella e Curtis: a Singapore è grande Italia anche senza Greg
Ancora pochi giorni e inizierà la fase più calda dei Mondiali di nuoto in Singapore: da domenica 27 luglio, e fino al 3 agosto, infatti, si gareggerà tra le corsie della Championships Arena. E tra i grandi colossi della scena internazionale, da Katie Ledecky a Leon Marchand, figura anche l’Italia, che punta sulle proprie frecce per strappare risultati di altissimo prestigio. D’altronde, la squadra azzurra vanta una grande tradizione e soprattutto è competitiva in tutte le specialità. E tutto questo nonostante l’assenza di Gregorio Paltrinieri. Lui che, insieme a Ginevra Taddeucci e Filippo Pelati, ha monopolizzato fin qui il medagliere per il tricolore, su cui pesano i risultati negativi di Settebello e Setterosa. Super Greg, infatti, ha rimediato una frattura a un dito durante la 10km in acque libere, dovendo rinunciare alla vasca.
Da Ceccon a Quadarella: obiettivo superare Doha 2024
Poco male, perché tra i 33 scelti dal direttore tecnico Cesare Butini ci sono tutti gli altri grandi nomi. Con l’obiettivo di eguagliare (e magari superare) il record di Doha nel 2024, quando dalla vasca arrivarono ben 12 medaglie da 20 finali disputate. I totem sono sicuramente rappresentati dai campioni olimpici Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi, oltre che da Simona Quadarella (bis di ori a Doha) e Benedetta Pilato (che non scende dal podio iridato da Gwangju 2019. Le incognite non mancano, ma alle loro spalle ci sono tanti altri protagonisti pronti a prendersi la scena. Come Alberto Razzetti, che ora si allena con Marchand e punta a confermarsi al vertice tra misti e farfalla. O come Federico Burdisso che, dopo aver mancato la qualificazione a Parigi, in questo 2025 sembra rinato dopo aver sfiorato il suo stesso record italiano nel Settecolli. Senza dimenticare Silvia Di Pietro, che più passa il tempo e più sembra andare veloce.
Curtis guida il ricambio generazionale
Tanti nomi che ormai da anni fanno parte dell’immaginario collettivo e sui quali ricade maggiormente il peso delle responsabilità. Ma dietro di loro c’è già una generazione, giovane e arrembante, pronta a fare la voce grossa provando a sparigliare le carte in tavola. Su tutti Sara Curtis, individuata da Butini come un’atleta ormai di rango internazionale. Il dt punta molto su di lei e su Carlos D’Ambrosio, che “dovranno dimostrare di avere le giuste ambizioni”. La più giovane del gruppo azzurro sarà Bianca Nannucci, che a marzo ha compiuto 17 anni e che è fresca di titolo nei 200 stile libero agli Europei juniores. E poi, anche se non più teenager, tante aspettative ci sono anche su Ludovico Blu Art Viberti e Anita Bottazzo, che guidano la squadra della rana. Insomma, manca capitan Paltrinieri ma è sempre grande Italia: appuntamento a partire dal 27 luglio per questa prima tappa inaugurale del lungo percorso verso Los Angeles 2028.
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