
Tra conferme, rinascite e il record di finali: il bilancio azzurro a Singapore
Tra veterani e nuovi talenti pronti ad esplodere, l’Italia si era presentata con grandi speranze ai Mondiali di nuoto a Singapore. Aspettative prontamente rispettate e forse anche superate, come conferma il medagliere: 19 medaglie (2 ori, 11 argenti e 6 bronzi), nono posto ma quarto come numero di podi. Il dilemma è sempre il solito: valgono più gli ori o il numero di atleti portati sul podio? Nel dubbio l’Italia si porta a casa anche il nuovo record di 25 finali. L’Italia c’è con i veterani, con capitan Gregorio Paltrinieri che centra tre medaglie (ne vince addirittura quattro Ginevra Taddeucci) nelle acque libere dovendo poi rinunciare alle corsie con un infortunio a un dito. C’è con Thomas Ceccon, che si porta a casa un super bottino di tre medaglie con il solo passo falso nei 200 dorso e la quarta sfiorata di un decimo nella 4x100 mista maschile. E c’è con Nicolò Martinenghi, che non riesce a confermare l’oro di Parigi nei 100 rana ma vince l’argento superando un’indisposizione che lo ha messo ko la notte precedente.
Quadarella, Pellacani e Pilato: le medaglie dopo le delusioni
Confermarsi ad altissimi livelli dopo tanti anni di carriera è complicato. Farlo avendo sulle spalle anche il peso delle delusioni olimpiche lo è anche di più. Per questo, Simona Quadarella si guadagna di diritto un posto sulla copertina azzurra ai Mondiali. La romana ha saputo mettersi alle spalle il quarto posto di Parigi nei 1.500, rispolverando la miglior versione di sé e centrando il record europeo che è valso l’argento alle spalle della sola Ledecky. Un’impresa bissata nella gara più attesa dell’intera rassegna, gli 800, in cui è arrivata quarta firmando un ulteriore primato europeo. Discorso simile per Chiara Pellacani, con particolare riferimento al trampolino 3 metri: quarta a Parigi, si è presa di forza il bronzo mondiale. Non solo, perché a Singapore ha vinto anche il bronzo da un metro e l’oro nel sincro misto da tre metri con Matteo Santoro: tre medaglie nei tuffi nello stesso mondiale sono quasi un unicum, dato che l’unico precedente è datato Kazan 2015 con Tania Cagnotto. E poi Benedetta Pilato, che non sbaglia nell’unica gara che ha disputato vincendo il bronzo nei 50 rana allungando a cinque la striscia di podi mondiali su questa distanza e risollevando una stagione fino a quel momento nerissima.
Da Pelati a Curtis, il nuovo che avanza
Dalle rinascite ai volti nuovi. Erano tanti i giovani attesi a Singapore, e le conferme che sono arrivate sono importanti. Da Ludovico Blu Art Viberti, che esce anche con un pizzico di rammarico visto il quinto posto nei 100 rana, a Carlos D’Ambrosio, che paga un po’ di inesperienza nei grandi appuntamenti ma torna a casa con un solido sesto posto nei 200 stile libero ma soprattutto con l’argento nella 4x100 stile libero. E poi c’è il “giovane esperto” Simone Cerasuolo, che ad appena 22 anni è ormai un veterano: a Singapore ha tirato fuori il meglio di sé, vincendo un incredibile oro nei 50 rana. Disciplina in cui, al femminile, Anita Bottazzo si conferma ad alto livello e sembra pronta ad esplodere definitivamente, così come Christian Bacico, che nel dorso realizza due nuovi personali (e nei 100 realizza il secondo tempo italiano di sempre, dietro al solo Ceccon). A proposito di medaglie, nell’artistico è nata la stella di Filippo Pelati con due bronzi, nella routine libera e in coppia con Lucrezia Ruggiero nella routine tecnica del duo misto. Tornando alle corsie, altra protagonista molto attesa era Sara Curtis, che saluta con il doppio record italiano nelle staffetta 4x100 stile libero e mista, nonché la prima, storica, finale italiana nei 100 stile libero (chiusa ottava) e il mancato accesso alla finale nei “suoi” 50, nonostante il record italiano in batteria.
Dalla pallanuoto le grandi delusioni
Proprio quest’ultimo risultato rappresenta una piccola delusione, a fronte, però, di un mondiale di alto livello. Chi ha deluso maggiormente tra le corsie, considerando il suo status a livello mondiale, è Alberto Razzetti, ma per i colori azzurri le delusioni maggiori sono arrivate dalla pallanuoto. Un Setterosa rinnovato ma, soprattutto, un Settebello in cerca di riscatto dopo le polemiche di Parigi e i mesi di squalifica, non sono riusciti a incidere a Singapore. Entrambe out ai quarti di finale, le due selezioni hanno chiuso entrambe con un mesto settimo posto. Di delusioni, quindi, ce ne sono state poche, mentre il messaggio che esce da Singapore è forte e chiaro: l’Italia del nuoto ha un presente solido e un futuro radioso.
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