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WPT Cagliari, Belasteguin: "In Italia il padel sta crescendo a vista d'occhio"

Le parole dell'argentino prima della finale contro la coppia Ruiz-Botello: "Ho un forte bagaglio tecnico. Devo migliorare nella potenza dei colpi"

WPT Cagliari, Belasteguin:

È lui la star del Padel internazionale. Basta guardare i numeri. 402 partite ufficiali e 359 vittorie, di cui ben 63 consecutive. Per sedici anni numero 1 del ranking mondiale, 13 volte in coppia con Martin Diaz e 3 con Pablo Lima. Cinque volte campione del mondo con la sua Argentina. Fernando Belasteguin, meglio conosciuto come il "Bela” oppure “il Messi del padel” (come lo definì Cruyff), nato a Pehuajô in Argentina 41 anni fa, è giunto in finale in coppia con Augustin Tapia al World Padel Tour di Cagliari battendo in semifinale Silingo e Di Nenno. Eliminati a sorpresa nell’altra semifinale i due spagnoli Juan Lebron Chincoa ed Alex Galan coppia che Belasteguin temeva di più, il Bela dovrà mettere in campo tutta la sua classe per superare i due spagnoli emergenti Javi Ruiz ed Uri Botello e conquistare il titolo.

Le parole di Belasteguin 

In attesa della finale gli abbiamo chiesto di parlare di questo sport ai nostri lettori. L’Italia secondo “il Bela” è un paese dove il movimento del Padel sta crescendo a vista d’occhio, occorre ora una Federazione sempre più forte che coordini tutte le iniziative e porti il vostro paese a livello della Spagna. A tutti gli appassionati di questo sport ha indicato la via per diventare campioni: “bisogna superare sè stessi in allenamento cercando ogni volta di dare il massimo e migliorare qualcosa. Per quanto mi riguarda solo a fine carriera potró essere soddisfatto guardandomi indietro. Fino ad allora dentro di me avró solo la voglia di diventare più forte, questa è per me una regola di vita. Ho un forte bagaglio tecnico. Dovrei migliorare nella potenza dei colpi”. C’è un’età per iniziare a giocare a Padel? “Il prima possibile, anche da bambini senza necessariamente passare dal tennis. I miei figli peró hanno iniziato con il tennis ma solo perché non volevo che avessero un percorso privilegiato nel padel. Per loro io devo essere un padre non un maestro di sport. Il padel è un gioco di coppia ed è importante la scelta del compagno. Io sono un giocatore molto solido e cerco un compagno che abbia creatività e definizione del gioco”.

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