Padel, Gustavo Spector: "Mi piace insegnare l'empatia"

Il ct azzurro: "Niente individualismi Il mio segreto è trasmettere la capacità di adattarsi al compagno"
Padel, Gustavo Spector: "Mi piace insegnare l'empatia"
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ROMA - Incontrare Gustavo Spector, coach della Nazionale azzurra di Padel e pioniere di questo sport in Italia è un’opportunità davvero unica per capire l’evoluzione di questa disciplina. Gli chiediamo subito le ragioni dell’esplosione di questo sport: "Quando nel 2012 ho portato questo gioco a Milano, il Padel per molti era destinato ad essere uno sport di nicchia, ma come intuivo sin dall’inizio è invece diventato in pochi anni uno sport molto popolare". Il nostro Paese sta crescendo molto, nella speranza di avvicinarsi un giorno ai livelli raggiunti in Argentina e Spagna: "Si parla molto di quanto siamo vicini o lontani. Noi abbiamo la fortuna di avere un italiano come Presidente Internazionale - Luigi Carraro - una persona lungimirante che ha aperto le porte del nostro Paese al World Padel Tour, favorendo l’accesso al professionismo dei nostri atleti. I risultati sono evidenti. Basta guardare al movimento femminile dove ben due coppie di atlete italiane sono entrate nel tabellone delle 32 coppie più forti al mondo. Sono Chiara Pappacena e Giulia Sussarello, Carolina Orsi e Carlotta Casali. Certamente per loro c’è meno concorrenza rispetto al padel maschile, ma questo nulla toglie al merito delle nostre bravissime giocatrici".

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Come ct della Nazionale maschile non si può non citare l’incredibile risultato che il nostro Padel ha raggiunto lo scorso anno, vincendo il Campionato Europeo, battendo la Francia in Finale. Spector ci indica cosa occorre fare in Italia per rendere non effimeri questi grandi risultati: "Ci sono tre fattori determinanti. Il primo sono i giocatori d’élite, quelli della Nazionale per intenderci, che hanno un valore iconico molto importante. Il secondo è legato alla formazione dei maestri, ma qui entra in gioco Michelangelo Dell’Edera (direttore dell’Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi) cui la FIT ha affidato questo importante compito. Ci vuole solo un po’ di pazienza perché formare i maestri richiede tempi adeguati mentre il numero degli appassionati del Padel sta crescendo molto più velocemente. Il terzo importante fattore è il marketing. Oggi i ragazzi che giocano a Padel sono solo i figli dei tennisti, mentre dobbiamo copiare il modello del tennis ed organizzare raduni a livello provinciale e regionale. Il progetto della FIT e del CONI 'Racchette in Classe' potrebbe aprire le porte al Padel a migliaia di giovani". Il commissario tecnico ha ben chiari i suoi progetti futuri: "Sto lavorando con altri maestri per trasmettere un metodo di insegnamento per formare giovani in tutta Italia con le Academy Gustavo Spector che partiranno a gennaio. Il mio segreto sarà insegnare l’empatia e la capacità di adattarsi al compagno. Niente individualismi come in amore - aggiunge - il padel possiamo considerarlo oltre a uno sport travolgente, una sana terapia di coppia".

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