Padel, uno sport per tutti

È sempre più inclusivo: crescono, infatti, gli atleti tra i diversamente abili. I primi progetti in Piemonte, Toscana, Lazio, Sicilia e Sardegna
Padel, uno sport per tutti

Padel come sinonimo di inclusione sociale. La grande passione verso questa disciplina sportiva sta coinvolgendo non solo tanti amatori in tutta Italia, ma sta avendo un grande risvolto sociale anche per gli atleti diversamente abili. Sempre più club si stanno avvicinando al padel in carrozzina, consapevoli del fatto che questo sport è davvero per tutti. Lazio, Toscana, Sicilia, Sardegna e Piemonte sono solo alcuni territori dove i progetti sono già partiti.

Primi circoli

Tra i primi Circoli a credere nel padel in carrozzina, c'è sicuramente il Circolo Canottiere Aniene: «Da sempre crediamo in ogni sport nella parte dedicata ai disabili - racconta il responsabile della Sezione Padel Alessandro Di Bella -. Quando il padel è iniziato a esplodere in tutta Italia, abbiamo iniziato a investire su due aspetti fondamentali: la scuola padel e il padel in carrozzina. Siamo orgogliosi di quanto fatto: oltre a 55 ragazzi della scuola, abbiamo sei atleti disabili che si allenano 1-2 volte a settimana, seguiti passo passo dal direttore dell’area tecnica Roberto Agnini. Hanno un’enorme passione e trovano nel padel uno sport che dà sfogo alla loro voglia di esprimersi. Ogni volta che li vedo giocare si capisce quanto siamo molto piccoli rispetto alla loro enorme grandezza. Come Circolo ci siamo impegnati nell’acquisto di carrozzine specifiche e su misura per la loro attività. Per il 2021 abbiamo diversi progetti: aprire il Circolo ai ragazzi disabili che vogliono provare il padel, organizzare eventi a ridosso delle partite della Serie A e uno scambio culturale-sportivo con un’importante realtà di Madrid».

Testimonianze

Il progetto del CC Aniene ha riscosso molto entusiasmo tra i soci, tra i quali Edward Von Freymann: «Sono sempre stato uno sportivo, sin da prima dell’incidente. Quando è stata proposta l’attività del padel in carrozzina, ho aderito subito e ora gioco da un anno e mezzo. Il padel mi piace moltissimo, serve per scaricarsi mentalmente e soprattutto per muoversi, perché per noi il problema è consumare calorie. La regola del doppio rimbalzo ci agevola e assicuro che ci si diverte molto anche stando sulla sedia. Siamo pronti a partecipare a competizioni organizzate. Nazionale? Sarebbe il coronamento di un sogno». Da Roma ci spostiamo a Torino, dove quattro anni fa al Monviso Sporting Club il Presidente ASD Mo.Ve. Torino Fabrizio Rostagno e il Presidente ASD Padel Torino Roberto Ferrero hanno organizzato degli eventi legati alla conoscenza del padel in carrozzina: «Nel 2016 abbiamo fatto venire due top player spagnoli - il ricordo di Fabrizio Rostagno - organizzando delle partite di esibizione dedicate agli atleti disabili su sedia a rotelle. L’incontro misto, con un normodotato e un atleta disabile in campo, è stato bellissimo ed emozionante. L’ho trovato molto inclusivo e con la regola del doppio rimbalzo alcune volte è più efficace l’intervento dei ragazzi in sedia. Nel 2021 vogliamo fare un passo in avanti, mettendo in campo chi non si è avvicinato allo sport, portando avanti la filosofia del nostro progetto “Padel di tutti”».

Sostegno federazione

Anche la Federazione Italiana Tennis è pronta a sostenere questo settore, come ci conferma il numero 1 del Comitato Padel Gianfranco Nirdaci: «Con il Padel in carrozzina siamo all’anno zero, al momento abbiamo fatto proseliti con una forte risposta da parte dei Circoli. Il nostro progetto è prendere i migliori atleti e organizzare un torneo a livello nazionale, che parta anche da fasi regionali. Per il 2021, do la mia parola, anche il padel in carrozzina sarà presente agli Internazionali di Roma. Chiameremo i migliori giocatori di ogni regione».

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