Marchetti, dal tennis al padel: "Il mio equilibrio perfetto"

Giorgia, ex tennista, ora impugna un'altra racchetta e fa coppia con Chiara Pappacena: "Lei è la mia guida tattica"
Marchetti, dal tennis al padel: "Il mio equilibrio perfetto"© CARLO GIULIANI
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Risponde da Lerma, dove sta giocando una tappa del World Padel Tour con la nuova compagna, l'attuale campionessa italiana, Chiara Pappacena: «Questo è nalmente un momento molto positivo». Perché come spesso accade ai grandi campioni, quella di Giorgia non è stata una vita sportiva semplice, dopo momenti di incertezza ha ritrovato serenità grazie al padel: «Dopo anni di duro lavoro sportivo da tennista, oggi vedo il padel come la luce giusta che mi illumina. Questo sport e la mia nuova compagna Chiara Pappacena mi hanno restituito la gioia di competere nuovamente. Il tennis era diventato stressante, viaggiare sola mi logorava, non mi sentivo piu? a mio agio».

Come nasce la coppia Pappacena-Marchetti?

«Ci allenavamo insieme a tennis con Stefano Ceci, giravamo e viaggiavamo spesso per i tornei. Dopo gli Europei ci siamo viste a casa mia, e abbiamo deciso di stare in coppia nel padel».

Vi aspettavate questo imminente successo in coppia?

«Sapevamo di poter esprimere già un ottimo gioco, ma il nostro livello è cresciuto giorno dopo giorno, e siamo state davvero molto unite».

Come ti sei avvicinata al padel?

«Quando giocavo a tennis mi facevo distruggere dalle sconfitte, e non riuscivo a venirne fuori, ho iniziato per divertimento e grazie al padel e al suo gioco di squadra non vivo più in solitudine».

Cosa ti porti nel padel dal tennis?

«Mi porto il saper stare a rete, la zona del campo dove mi sono sempre trovata più forte. Poi mi porto la mentalità del professionista agonista che il tennis ti forma abbastanza».

Una difficoltà che hai trovato da tennista?

«Tutti solitamente dicono che chi arriva dal tennis è favorito, ma in effetti un grosso svantaggio è la parete, saper gestire il vetro da ex tennista non è semplice, e poi, il saper usare la testa con un ragionamento tattico».

Soddisfatta dei tuoi successi oggi?

«Certo che sì, credo che il mio percorso sia figlio di un mix fra un pizzico di fortuna e una certa predisposizione».

Ti piacerebbe insegnare?

«Dal prossimo anno mi dedicherò al padel anche dal punto di vista dell’insegnamento, mi piacerebbe lavorare sui bambini per vederli crescere in campo, per raggiungere con loro grandi risultati, ma la mia priorità al momento rimangono i tornei».

Nel gioco di coppia come supporti Chiara, e lei te?

«I miei colpi migliori sono la volée e lo smash, lei mi supporta con la potenza e la sua determinazione. Lei sa sempre cosa fare, rappresenta per me una guida tattica perché io la so ascoltare».

Chi vi allena?

«Ci allena Saverio Palmeri all’Aniene, lo trovo un allenatore che trasmette passione ed equilibrio».

Che ne pensi del circolo Aniene e del suo presidente onorario Giovanni Malagò?

«Il circolo lo trovo bellissimo, un luogo dove si respira vero sport, il Presidente Malagò ha sempre fatto un ottimo lavoro, si vede il suo trasporto per il padel e per lo sport in generale, questo è importante al di là della carica che riveste».

Ti piacerebbe una federazione padel?

«Vorrei che il padel avesse una sua vita separata dal tennis, perché possono collaborare ma rimangono due sport diversi con due identità».

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