Gemma Triay: "Insieme ad Ale per fare il bis"

La numero 1 WPT con la compagna Salazar, con cui lo scorso anno ha vinto il titolo, ha il 74% di successi sulle partite giocate
Gemma Triay: "Insieme ad Ale per fare il bis"
4 min

Nata a Mahón il 28 giugno del 1992, Gemma Triay Pons è la n.1 del ranking WPT insieme alla sua compagna Alejandra Salazar, con cui lo scorso anno ha vinto il titolo ed anche le prime due tappe di questa stagione. La 29enne delle Baleari vanta al suo attivo nel WPT 314 match, con il 74% di vittorie sulle partite giocate. L’anno scorso ha vinto il Mondiale femminile con la Nazionale spagnola. È la vice presidente di IPPA (International Padel Players Association), l’associazione nata per curare gli interessi delle giocatrici di padel.

Quando hai iniziato a giocare?

«Nel 2013 perché volevo tornare a praticare uno sport. Inizialmente pensavo solo a divertirmi, poi ho iniziato con i tornei regionali, per approdare a 22 anni al WPT. Nel 2014 è diventato il mio lavoro».

Cosa ami di più del padel?

«Il gioco di squadra. Venendo dal tennis singolare, ho trovato il padel molto più dinamico e divertente; oltretutto, giocando con un partner, riesco a gestire meglio la pressione in campo».

Partita indimenticabile?

«Ne ho molte. La mia preferita è quando con Lucía Sainz abbiamo sconfitto le gemelle Alayeto, dopo aver annullato ben 6 match point a loro favore. Poi la vit- toria del Final Master nel 2020 a Minorca davanti alla mia gente e quando lo scorso anno sempre a Minorca, con Alejandra Salazar, abbiamo sconfitto Delfi Brea e Tamara Icardo nei quarti di finale».

Di ogni compagna che hai avuto, cosa ti ha impressionato di più?

«Di Paula Eyheraguibel i suoi pallonetti e la capacità di soffrire in campo; di Lucía Sainz la disciplina, la voglia di allenarsi e la velocità che riesce a dare alla pal la; di Alejandra Salazar, la mentalità da numero 1, la letalità del suo dritto nel chiudere il punto ed anche la sua spensieratezza e allegria quando gioca».

Se dovessi allenare una coppia maschile e femminile?

«In prospettiva Goenaga e Caldera, mentre per gli uomini Lebron e Galan».

2021…soddisfatta o potevi fare di più?

«Sono molto soddisfatta, ma non lo sarò mai del tutto, questa sarà una stagione dove puntiamo a migliorare ancora molto».

Obiettivi con Alejandra per il 2022?

«Confermarci le n.1 e provare a vincere più tornei rispetto allo scorso anno. Adoriamo il numero 13 quindi andiamo per il #TreceZar!».

Pregi e difetti?

«Sono competitiva, disciplinata e con una mentalità vincente; come difetti, sono molto pretenziosa sia con me che con gli altri, ma ci sto lavorando, quindi spero che i miglioramenti si vedano presto (ride, ndr)».

Colpo preferito e dove migliorare?

«Sicuramente il X3, mentre devo migliorare la “bajada de pared”, una risorsa fondamentale sia in attacco che in difesa».

Ci parli della tua nuova racchetta?

«Da quest’anno giochero con una Bullpadel ed in particolare con il modello Elite. È fantastica, mi piace la sua forma a diamante, il punto dolce, la sua potenza e la grande maneggevolezza».

Cosa fai nel tempo libero?

«Mi piace lo shopping, le serie tv, i videogiochi, fare puzzle ed i giochi da tavolo».

Cosa pensi dell’Italia?

«L'Italia è entrata prepotentemente nel “gioco”. C'è un livello molto buono e soprattutto nel padel femminile ci sono diverse giocatrici, come Carolina Orsi, che stanno facendo molto bene e con ottime posizioni, insieme a Chiara, Giorgia, Giulia e Roberta. Inoltre, si gioca la Seria A, dove partecipano tanti giocatori del WPT».

Sogno nel cassetto?

«Che il padel diventi presto uno sport olimpico, che ci siano molti più tornei durante l’anno, una copertura televisiva sempre più vasta e che il valore dei montepremi sia sempre più alto, attirando importanti e numerosi sponsor».


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