Jimena Velasco: "Sogno di giocare con la Nazionale"

La giovane promessa ha le idee chiare: "Difendere i colori della Spagna e vincere un torneo sono i massimi obiettivi"
Jimena Velasco: "Sogno di giocare con la Nazionale"
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Nata a Segovia, il 19 giugno del 2004, Jimena a detta di molti tra gli addetti ai lavori, sarà una delle stelle del futuro. Ad appena 16 anni, la giovane promessa spagnola ha stupito tutti e ha fatto la storia, quando nel 2021 all’Adeslas Madrid Open, in coppia con la sua compagna Noa Cánovas, sono diventate le prime giocatrici di questa età a partecipare al tabellone principale del World Padel Tour. Al suo attivo 135 partite nel WPT con una percentuale di vittorie (67) pari al 50%. Gioca in coppia ancora con la sua coetanea Noa Canovas e occupa la posizione n.59 nel ranking.

Quali aspettative avete per questo finale di stagione?
«Superare le qualificazioni e lottare per arrivare tra le prime 16 coppie e allo stesso tempo cercare di consolidarci come giocatori del main draw».

Cosa ne pensi di tutti questi circuiti?
«Sono felice di vedere come il padel stia crescendo e anche se dobbiamo viaggiare in continuazione, mi sento fortunata a potermi dedicare a ciò che mi piace».

Su quali giovani punteresti per il futuro?
«Punterei su di noi (ride, ndr) dato che stiamo facendo bene e lavorando sodo per migliorare ogni giorno di più».

Outdoor o indoor?
«Preferisco giocare al chiuso perché il padel mi sembra più bello e non solo da giocare ma anche per gli spettatori, anche se sono consapevole che nel nuovo circuito Premier la maggior parte dei tornei sarà all'aperto, ma la cosa non mi spaventa».

Chi sono i migliori giocatori della storia?
«Alejandra Salazar, Carolina Navarro e Ari Sanchez, mentre negli uomini, Bela, Juan Martin Diaz e Lebron».

Parlaci del tuo coach.
«Mi alleno alla M3 Academy, è come una famiglia per me ed ho diversi allenatori».

Se potessi "rubare" un colpo?
«Lo smash X3 a Bea Gonzalez, perché è molto efficace e mi piace molto tecnicamente».

Che consigli daresti a un giocatore amatoriale?
«Tanto lavoro, divertimento e tanti sacrifici, se si vuole diventare un giocatore professionista».

Se non avessi giocato a padel?
«Il lavoro dei miei sogni è stato sempre essere una giocatrice di padel, ma se avessi fatto altro, mi sarebbe piaciuto fare la fisioterapista».

Cosa manca secondo te a questo sport per diffondersi nel mondo anglosassone e asiatico?
«Dovrebbero organizzare più tornei, così che la gente si appassioni anche li, come sta succedendo in tante parti del mondo».

Che racchetta usi e quali sono gli altri sponsor tecnici?
«Gioco con la Siux Spartan Revolution 2, sono molto soddisfatta. Il mio abbigliamento è sempre firmato da Siux, mentre per le scarpe utilizzo Mizuno».

Sogno nel cassetto?
«Vincere un torneo professionistico ed entrare nella nazionale spagnola».


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