Lorenzo Rossi: "Oggi il padel è la mia vita, che sfide con Vacchi"

Una passione nata nel 2015 e diventata lavoro: "Gioco ogni giorno"
Lorenzo Rossi: "Oggi il padel è la mia vita, che sfide con Vacchi"
TagspadelGianluca Vacchi

Ha conosciuto il padel casualmente cinque anni fa. Da quel momento, per Lorenzo Rossi, romano classe 1993, è iniziata un’altra passione: «Un mio amico mi chiamò per fare una partita contro due persone e da lì tutto è iniziato, verso la fine del 2015. Giocavo a tennis dall'età di 8 anni, ma per un infortunio ho dovuto abbandonare quando ero ancora molto giovane, dopo molti risultati positivi a livello giovanile. Successivamente ho iniziato a giocare a padel, mi invitarono per fare una partita dei miei amici e mi sono appassionato fin da subito. Da quel momento ho iniziato a capire la potenzialità di questo sport e la voglia di prendermi una rivincita dal tennis e sono partito per allenarmi due mesi a Madrid, dove ho avuto il piacere di conoscere tutti i giocatori più forti del mondo, che mi hanno fatto appassionare sempre di più». In cinque anni, il Padel è cresciuto tantissimo in Italia. Per Lorenzo non è una sorpresa: «Mi aspettavo questo boom essendo un gioco molto divertente dove tutte le persone che entrano in campo per la prima volta fanno fatica a non rigiocare in tempi brevi un’altra partita. Sono sicuro che crescerà ancora di più e per questo bisogna ringraziare il Presidente della FIP Luigi Carraro che sta facendo un grandissimo lavoro, soprattutto se dovesse diventare anche uno sport olimpico. Per quanto riguarda il livello maschile secondo me siamo ancora un po’ lontani dal livello spagnolo, ma credo che investendo sul settore giovanile potremmo toglierci molte soddisfazioni nei prossimi anni. Mentre invece nel femminile ci sono stati più risultati nel WPT».

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A casa Vacchi

Da un anno e mezzo, Lorenzo Rossi si è trasferito a Bologna a casa di Gianluca Vacchi, dove il padel è diventata una routine fissa: «Mi trovavo a Porto Rotondo, vicino alla sua casa estiva a Porto Cervo. Appena sono arrivato, mi è arrivò una sua chiamata da un collaboratore che mi disse che gli avrebbe fatto piacere giocare una partita insieme. Da lì è nata una forte amicizia, una persona unica che ritengo uno dei miei migliori amici, ormai vivendo spesso gran parte a casa sua a Bologna come se fosse una seconda famiglia. Giochiamo tutti i giorni a padel: ci alleniamo e facciamo almeno due partite al giorno. Abbiamo molte passioni in comune come quella della musica. Gianluca ha costruito due campi a casa, uno indoor chiamato anche stadio Fernando Belasteguin in suo onore e uno outdoor dove in tanti sono già venuti a giocare, come Tomas Locatelli, Eros Ramazzotti, Francesco Totti e molti altri atleti professionisti». Da istruttore di padel, Lorenzo parla dei tanti miglioramenti dentro la “gabbia” di Gianluca: «È migliorato tanto negli ultimi mesi anche grazie ad Alfonso, un maestro e atleta spagnolo che da giugno è sempre con lui. Gianluca è un grande giocatore di sinistra dove è riuscito a capire questo sport in una velocità incredibile, anche per l’impegno costante che ci mette tutti i giorni. Ho visto tante persone allenarsi, ma una persona che mette tutto se stesso dentro e fuori dal campo durante gli allenamenti con queste prestazioni non la conosco. Gianluca è uno sportivo nato».

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