Garrido punta l'élite del padel: "Il meglio deve ancora venire"

Così il promettente 21enne andaluso: "Non vedo l'ora di entrare, posso dare molto di più"
Garrido punta l'élite del padel: "Il meglio deve ancora venire"
3 min
TagsJavier GarridoWorld Padel Tour

ROMA - Javier Garrido è nato a Cordoba, in Andalusia, 21 anni fa ed è uno dei giocatori più promettenti del circuito professionistico. Giocatore di sinistra, l’anno scorso ha vinto un Challenger ad Albacete e come risultato più importante ha raggiunto le semifinali del Master di Barcellona con l’ex compagno Juan Belluati. Quest’anno giocherà il WPT in coppia con il brasiliano Lucas Campagnolo e farà la Serie B in Italia con la Lazio Padel.

Quando hai iniziato a giocare a padel?
«Ho iniziato a giocare quando avevo 7 anni nel club dove andavo con i miei genitori, durante un campo estivo a cui mi avevano iscritto. Da lì mi sono appassionato ed a settembre ho iniziato le mie prime lezioni individuali».

Cosa ami di più del padel?
«Tutto».

A che età sei diventato un’atleta professionista?
«A 15 anni, quando ho iniziato a giocare i primi tornei assoluti».

La partita indimenticabile?
«La finale del Mondiale under 18 di Malaga nel 2017».

Di ogni compagno che hai avuto quale il suo skill che più ti ha impressionato?
«Professionalità in alcuni di loro e talento in altri».

Se dovessi allenare una coppia femminile e una maschile chi sceglieresti?
«Bea Gonzalez e Marta Ortega e qualche giovane coppia di ragazzi emergenti».

La tua delusione più grande?
«Non essere stato convocato ai Mondiali in Qatar».

Se dovessi tracciare un bilancio del 2021, ti ritieni soddisfatto o potevi fare di più?
«È stato un anno positivo, ma credo di poter dare molto di più e sono certo che il meglio deve ancora venire».

Da quanto tempo hai iniziato la pretemporada e hai già deciso con quale compagno giocherai la prossima stagione?
«Sto preparando la stagione da un paio di settimane e giocherò con Lucas Campagnolo, non vediamo l’ora di entrare in campo».

Il tuo maggior pregio e il tuo peggior difetto?
«La mia più grande virtù è la perseveranza e il peggior mio difetto è che sono molto esigente».

Quale è il tuo colpo preferito e quello su cui devi migliorare?
«Lo smash. Devo migliorare la difesa».

Quale caratteristica ti piace di più della tua racchetta?
«La sua potenza, la Starvie Triton è una racchetta incredibile».

Cosa ti piace fare nel tempo libero?
«Trascorrerlo con la mia famiglia e i miei amici, ma anche suonare la chitarra».

Cosa ne pensi del movimento in Italia e dello sviluppo del padel nel mondo?
«Io amo l'Italia e qui il padel sta crescendo molto, ci ho giocato molto tempo fa e ora sono fortunato a poter partecipare al campionato italiano con la Lazio. A livello internazionale sta crescendo a una velocità spaventosa, speriamo che continui così per molti anni ancora».

Qual è il tuo sogno nel cassetto?
«Diventare il numero 1!».

Padel, i ragazzi del Cortina Sporting Club ringraziano il Corriere dello Sport
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