Cinque maestri per cinque colpi

Alla scoperta delle migliori giocate per affinare la tecnica del padel grazie a Daniele Scopece, Alessandro Pupillo, Erika Ciarrocchi, Barbara Giannetta e Andrea Trombetti
Cinque maestri per cinque colpi
5 min

Uno sport in continua crescita e in continua evoluzione che sta travolgendo davvero tutti, professionisti ma anche semplici appassionati. E insieme al numero di gioca- tori e strutture, diventa sempre più forte l’esigenza di formare nuovi istruttori e maestri, che possano insegnare nel modo migliore la tecnica nel padel. Ed è per questo che abbiamo chiesto a cinque Maestri Nazionali FIT (Daniele Scopece, Alessandro Pupillo, Erika Ciarrocchi, Barbara Giannetta e Andrea Trombetti) di svelare i segreti di cinque colpi base nel padel: dal servizio allo smash passando dalla bandeja alla volèe fino all’uscita di parete.

Il servizio - Daniele Scopece (Red Padel)

La prima cosa da fare è posizionarsi correttamente dietro la linea del servizio. Le gambe devono stare a una larghezza simile a quella delle spalle, entrambe flesse. Il braccio dominante deve essere non totalmente esteso con la testa della pala che indica il vetro di fondo. La mano sinistra posizionata davanti al giocatore, garantisce equilibrio e distanza corretta dall’impatto. Lasciata rimbalzare la palla la colpiamo all’altezza più vicina a quella del bacino, senza poterlo superare nel momento dell’impatto. A questo punto la rotazione trasferirà il peso del corpo sulla palla e, se eseguito bene, sentiremo il corpo portarci verso la rete per eseguire la prima volée.

Smash - Alessandro Pupillo (Fiduciario Tecnico FIT Lazio)

Lo smash è un’azione offensiva efficace ma se non fatta in modo giusto favorisce il gioco avversario. Ci vuole forza ma soprattutto tanta tecnica. A sinistra è più semplice da fare in quanto si ha più visione di gioco e più angoli da gestire. A livello tecnico, come ogni colpo è suddiviso in fasi: preparazione, ricerca della palla ed equilibrio, impatto, trasferimento del peso del corpo finale e ritorno in posizione di partenza. La ricerca della palla è fondamentale in quanto si riesce a dare il giusto impatto alla palla. Ci posizioniamo di fianco con la racchetta dietro la testa e il gomito piegato, l’arto non dominante è posto in alto a indicare la pallina. Quando la palla scende, spingiamo con la gamba, stendiamo il braccio trovando l’impatto più in alto possibile. Dopo di ciò trasferiamo il peso del corpo in avanti con il finale dove si porta la racchetta, vicino al fianco sinistro.

Volèe - Barbara Gianetta (Villa Pamphili Padel Club)

La volèe è considerato un colpo di attacco. Ci sono vari tipi di volèe e spiegherò la classica di dritto. Posizionarsi ad almeno due metri dalla rete. La posizione di attesa è con le gambe flesse e divaricate all’altezza delle spalle, peso spostato sulla punta dei piedi. Anche le braccia sono flesse, staccate dal corpo a sostenere la racchetta leggermente alta con la punta verso sinistra per eventuali palle al corpo. La preparazione: aprire con una lieve torsione delle spalle verso destra senza girare i piedi per mantenere il tronco stabile caricando sulla destra. La racchetta non deve andare oltre la spalla destra e il piatto aperto verso l’alto. All’impatto, che avviene davanti all’altezza del petto, porteró avanti il piede sinistro in contemporanea dando in questo modo profondità e incisività alla palla. Il finale, così come il piede opposto, andrà verso la direzione che vogliamo dare alla palla.

Uscita da parete - Andrea Trombetti (Orange Padel Club)

L’uscita da parete è uno dei colpi caratteristici del padel e il tratto distintivo rispetto al tennis. Giocare la parete è un vantaggio perché permette di avere più tempo per il colpo; tuttavia può non venire naturale, per cui è necessario abituarsi a lasciare passare la palla e resistere all’impulso di colpire subito dopo il rimbalzo a terra. Fondamentale una corretta preparazione: quando la palla rimbalza a terra, facciamoci trovare già aperti e di fianco, posizione che ci permette di tenere d’occhio contemporaneamente sia il rimbalzo sulla parete che i movimenti degli avversari. Seguiamo la palla, mantenendo l’affiancamento, con passettini
rapidi in modo da colpirla, dopo il rimbalzo sulla parete, circa all’altezza del piede anteriore, con lo scarico del peso del corpo in avanti. Il finale sempre compatto, senza sbracciare, così da recuperare rapidamente la posizione di attesa.

Bandeja - Erika Ciarocchi (Just Padel)

Bandeja in spagnolo significa vassoio. Le funzioni sono due: quella di non rendersi attaccabili e di non perdere la rete. Per la tecnica, l’impugnatura consigliata è la continental (ossia a martello) ed è molto importante la preparazione: il giocatore porta la racchetta come fosse appunto un vassoio e il punto di impatto ottimale è alle ore 14. Viene giocata tendenzialmente con il corpo all’indietro e non può essere utilizzato un movimento a mulinello che viene usato invece nella vibora. Per le gambe, a un livello più basso di gioco si predilige una posizione laterale per agevolare l’equilibrio e il trasferimento del peso. La bandeja è una volee di diritto più alta, nella fase di impatto il movimento è di coprire la palla così da dare un effetto in side spin o back spin in modo che la palla scenda.

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