Boxe e arti marziali al fianco di Willy

Sabato scorso al Tempio delle Arti Marziali di Roma ricordato il ventunenne recentemente ucciso a Colleferro.

Andrea Ramazzotti

MILANO - Il mondo della arti marziali e degli sport da combattimento si sono ritrovati assieme per ricordare l’assurda morte del giovane Willy Montero Duarte. E’ stato un incontro storico quello di sabato scorso, avvenuto nell’ambito dell’International Martial Arts Day (IMAD 2020), organizzato da Alessandro Colonnese presso il Tempio delle Arti Marziali di Roma. Erano presenti i rappresentanti delle più importanti federazioni ed organizzazioni di arti marziali (FIJLKAM, TWKSF, UIKT) e la FPI, la Federazione Pugilistica Italiana. E’ stata la prima volta in cui i rappresentanti delle arti marziali e degli sport da combattimento e da ring si sono ritrovati uniti per un’iniziativa comune di cooperazione. Un incontro che ha trovato nella storia di Gabriele Casella un simbolo unificante: l’atleta che per i risultati della sua storia sportiva - campione mondiale di Kickboxing, Muay Thai e da ultimo campione italiano di boxe olimpica - incarna la profonda unione di queste diverse organizzazioni. E proprio per essere riuscito a raggiungere risultati ambiziosi in tutte le più importanti discipline da combattimento, Casella è stato premiato nel corso dell’International Martial Arts Day. Riconoscimenti sono andati anche ai rappresentanti della Federazione Pugilistica Italiana presenti (Michela Pellegrini, Augusto Onori, Adrio Zannoni e il maestro Simone D’Alessandri) per il lavoro costante profuso a favore dell’affermazione dei valori comuni, pur nella diversità di pratiche e tecniche, incarnati dalle arti marziali e degli sport da ring. Non è stato però solo il giorno delle premiazioni o delle polemiche per difendere i valori degli sport da combattimento contro facili luoghi comuni (Gabriele Casella aveva postato sui social, in difesa degli sport da combattimento, un video indirizzato al Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, Nicola Morra), ma soprattutto il giorno dell’unità per onorare Willy, assassinato brutalmente a Colleferro per aver avuto il coraggio di andare in soccorso di un amico aggredito da un branco feroce e cieco. “E’ lui che ha incarnato il vero spirito delle arti marziali, un guerriero del cuore che ha salvato la vita del più debole” , ha ricordato Casella, prima del raccoglimento in un commosso silenzio di preghiera da parte dei numerosi rappresentanti delle arti marziali e degli sport da combattimento. “Abbiamo dato vita a una raccolta fondi che andrà direttamente sul conto corrente che verrà messo a disposizione della famiglia di Willy”  ha aggiunto Casella. Il presidente del comitato regionale Lazio della Federazione pugilistica, Adrio Zannoni, non ha fatto mancare il suo impegno: “Come Comitato regionale Lazio siamo mobilitati per sostenere la famiglia di Willy che vive nella nostra regione. Il momento più difficile sarà quando, finito il clamore dei mass media, quella famiglia riprenderà la vita di tutti giorni, nel medesimo contesto sociale che ha prodotto quei tragici comportamenti. E noi continueremo a stare accanto a Willy ed alla sua famiglia anche in questi difficili momenti del ”dopo” . Augusto Onori, responsabile della sezione pugilato del Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre del Corpo di Polizia Penitenziaria, è stato molto chiaro nel ribadire che “la Federazione Pugilistica Italiana, attraverso i suoi vertici ed i responsabili comunicazione e social, Michela Pellegrini e Tommaso Cavallaro, è costantemente impegnata a diffondere i valori del pugilato come antidoto per contrastare la diffusione nella società di quei modelli negativi (denaro facile, droga, bullismo etc.) da cui nasce la violenza tra i più giovani".

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