
Bufera su Jake Paul e Joshua: "Una farsa a peso d'oro. L'arbitro a un certo punto pareva...". E fa discutere il montepremi senza senso
Un montepremi da 184 milioni di dollari per una farsa "commerciale". È in estrema sintesi questo il commento pressoché unanime della stampa internazionale dopo il match-evento di Miami che ha visto scontrarsi sul ring lo spavaldo influencer Jake Paul ed il peso massimo Anthony Joshua. Un insulto alla noble art della boxe, che ha lasciato dietro di sé una scia di critiche e polemiche.
Uno spettacolino in sei riprese
L'incontro ha deluso anche i meno scettici, con Paul che non ha mai realmente combattuto e Joshua che finché ha potuto si è tirato indietro, tentando di mascherare l'enorme divario tra i due pugili sul ring. Quando anche l'arbitro si è spazientito, esortando i contendenti ad una maggiore combattività, si è arrivati allo scontato epilogo, con il gancio destro del peso massimo a fratturare in due punti la mascella dello sprovveduto influencer, al tappeto dopo sei riprese.
Ma Trump applaude
L'eccezione alla bufera mediatica scatenatasi dopo la deprimente esibizione ha però il volto del presidente degli Stati Uniti. GIà, perché l'unico ad aver apprezzato lo spettacolo è stado Donald Trump, che ha lodato il coraggio di Paul e la resistenza mostrata contro un vero campione, definendo di alto livello l'intrattenimento offerto. De gustibus, ma a tutto c'è un limite.
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